L’AMBIENTE ANTROPICO

 

La rivista L’Ambiente antropico: territori, città, architetture afferma la centralità della ricerca e dell’informazione scientifica per il progresso della società e per creare una cultura diffusa del sapere, distinguendosi nel panorama editoriale per il rigore scientifico e l’autorevolezza dei contributi. La trasversalità delle competenze costituisce l’imprescindibile impianto metodologico di questo strumento di riflessione che dimostra la propria impostazione articolata in una mappa concettuale priva di dogmatismi, concepita come luogo di dibattito culturale polifonico dedicato ai temi della progettazione urbanistica e architettonica, delle scienze della terra e delle scienze del territorio. 

SEZIONE AUREA

 

La rivista Sezione aurea: cultura, arte, ricerca afferma la centralità della ricerca e dell’informazione scientifica per il progresso della società e per creare una cultura diffusa del sapere, distinguendosi nel panorama editoriale per il rigore scientifico e l’autorevolezza dei contributi. La trasversalità delle competenze costituisce l’imprescindibile impianto metodologico di questo strumento di riflessione che dimostra la propria impostazione articolata in una mappa concettuale priva di dogmatismi, concepita come luogo di dibattito culturale polifonico dedicato alle discipline umanistiche storiche, filosofiche, artistiche, alle scienze dell’educazione e alle scienze sociali.

 

FOCUS

 

 

 

 

IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO

 

Cari Lettori, cari Autori, cari Amici,

 

l'idea di gettare le fondamenta di due riviste indipendenti e specificamente orientate a divulgare gli esiti di studi e ricerche vertenti su tematiche culturali e tecniche solitamente poco riprese dai periodici tradizionali, anche di settore, più che una iniziativa è stata un cimento arduo nel quale, come sapete, abbiamo coinvolto alcune tra le più qualificate professionalità sia in ambito accademico che tecnico-scientifico: esperti che oggi ancora ringraziamo per i contributi eruditi e interessanti, condivisi con noi e con Voi in scritti cospicui sempre pubblicati in versione integrale e corredati da significativi apparati. Illustrando il pensiero teorico e la pratica professionale, la giurisprudenza e le considerazioni scientifiche avviate in merito alle diverse tematiche da noi selezionate quali materie di studio e di riflessione, la rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture, e la rivista Sezione aurea: cultura, arte, ricerca, in breve sono divenute validi strumenti per restituire anche il dibattito culturale più attuale, nonché i progetti migliori e le realizzazioni maggiormente significative. E ben presto le nostre riviste si sono distinte nel panorama editoriale per il rigore scientifico, l'onestà intellettuale e l'autorevolezza dei contributi e dei contenuti. Contenuti che l'assenza di sponsor (apprezzata all'unanimità) ha reso totalmente trasparenti e affidabili.

 

Come ricorderete, la nostra missione si prefiggeva l'obiettivo di affrontare la mappa concettuale di alcune questioni peculiari per restituirne il ragguaglio oggettivo e oggettivabile, scientificamente rigoroso, imparziale e del tutto libero da ogni influenza o condizionamento ideologico. Ne sono derivati due prodotti di divulgazione scientifica «speciali» (così come Voi li avete definiti, esprimendoci la Vostra approvazione e soddisfazione piena), poiché ambedue connotati da contenuti di eccellenza culturale comparabili soltanto a quelli delle migliori pubblicazioni edite all'interno degli atenei ma, a differenza di queste ultime, strutturati in una prospettiva politecnica e interdisciplinare, con una cura diligente rivolta anche alla scelta della grammatura cartacea, all'editing e alla veste grafica. Nel nostro tempo, profondamente contraddistinto dalle reti sociali e dai nuovi media digitali, infatti avete particolarmente gradito persino la veste grafica delle nostre riviste che, nonostante i mezzi offerti dalla tecnologia digitale nell'ambito dell'editoria (che ha reso sproporzionati i costi sia della stampa e sia della distribuzione), sono presentate a colori con carta di ottimo spessore, e ciò in un periodo in cui soventemente si sentiva affermare: "oggi nessuno legge più su carta".

 

In tal modo si è concretizzato l'importante contributo che i nostri Autori hanno fornito al panorama editoriale del nostro Paese e a tutti i Lettori che, con spirito critico, si sono avvicinati ai nostri periodici. Non sono mai stati fatti proclami ideologici né mai si sono resi evidenti orientamenti faziosi, ma piuttosto, molto semplicemente, con abnegazione ci siamo posti al servizio del nostro Paese. Ed è noto che non ci può essere "spirito di servizio" senza una visione etica della vita e della professione, senza una coscienza della propria responsabilità anche sociale. Ebbene, con l'apporto di Autori molto preparati e attenti allo sviluppo del pensiero – anche progettuale – contemporaneo, le nostre riviste hanno percorso un periplo culturale libero, appassionante ed emozionante che per noi ha comportato una dedizione senza riserve (nonostante la nostra non più verde età e i nostri numerosi impegni professionali), un gravoso lavoro di scrittura e di riflessione, oltre che di continua ricerca e di continuo aggiornamento, al fine di selezionare e interpretare alcune istanze e alcune criticità del nostro tempo presente che si manifestano con modalità assai articolate e complesse.

 

Abbiamo pertanto divulgato gli esiti di analisi, di studi e ricerche scientifiche particolarmente innovative e originali al fine di ispirare azioni di buone prassi, illustrare casi esemplari, proporre dubbi e spunti per riflessioni rinnovate. Convinti che lo scopo di ogni conoscenza non sia quello di rimanere sterile e fine a se stessa ma, viceversa, sia quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone; e, inoltre, persuasi che lo sviluppo in positivo e i mutamenti di civiltà siano correlati all'azione delle migliori forze culturali, noi abbiamo asserito la centralità della ricerca e dell'informazione scientifica per il progresso della società e per creare una cultura diffusa del sapere. Perseguendo tali finalità, i nostri modelli operativi hanno inteso privilegiare questioni cruciali troppo spesso oscurate, trascurate e/o 'scarnificate' dai mezzi di informazione, e al nostro impegno ha corrisposto il Vostro favore e un successo sempre crescente (qui da non intendersi nella sua accezione banalmente commerciale) che ci ha confortato nel prosieguo di questa nostra sperimentazione culturale unicamente finalizzata alla divulgazione scientifica di eccellenza.

 

Ma un tale successo, del tutto inatteso, ha implicato la revisione delle nostre diverse attività che avevano raggiunto una complessità non più gestibile da coloro i quali siano, come noi siamo, già da tempo occupati in altre professioni prevalenti e monopolizzanti. Vagliando quindi i nostri molteplici progetti e i differenti interessi, e ravvisando come non sia possibile consacrarci soltanto a questa attività e come non ci sia più possibile conferirle la necessaria, costante e incessante attenzione, per tali ragioni è stato consequenziale pervenire alla decisione di porre fine a una straordinaria avventura editoriale che ci ha consentito di incontrare personalità eccezionali; una affascinante avventura che, consolidandosi in un solo lustro, ha attirato sul nostro operato anche l'interessamento di importanti istituzioni culturali sia di livello nazionale che internazionale. 

 

Possiamo allora ritenere che la sfida sia stata vinta, considerato che in soli cinque anni la nostra intuizione è stata premiata dai Lettori e dagli Autori. Conseguiti i nostri obiettivi, dunque senza alcun rammarico abbiamo deciso di sospendere l'esperimento culturale e le relative attività editoriali (del resto hanno chiuso e chiudono anche riviste con tirature larghissime e larghissime sovvenzioni) poiché ogni ciclo si origina da un inizio e sarebbe innaturale se non avesse una sua conclusione. Con ciò premesso, a questo punto sentiamo il dovere di farVi pervenire il nostro più affettuoso saluto insieme a un sentito ringraziamento che logicamente rivolgiamo anche ai nostri preziosi Collaboratori. In questi anni sono stati consistenti gli accenti di apprezzamento che ci avete rivolto per il nostro operato e in ogni occasione Vi abbiamo già personalmente ringraziato, uno ad uno. E ora che le nostre riviste hanno concluso il loro ciclo di vita, porgiamo il nostro ringraziamento anche a tutti coloro i quali, a vario titolo, con la loro vivace partecipazione hanno contribuito alla affermazione e alla rapida crescita dei nostri progetti e programmi editoriali. 

 

A Voi, cari Amici, ci stringiamo in un grande e ideale abbraccio, salutandoVi e ringraziandoVi per aver compreso l'elevata qualità delle nostre scelte editoriali, il lavoro divulgativo svolto, il disinteressato impegno in ciò profuso. Forse anche per questa ragione ci avete insistentemente notificato la Vostra stima e «ammirazione» per la rivista L'Ambiente antropico che avete riconosciuto essere «strumento insostituibile di conoscenza scientifica che non ha eguali nell'editoria periodica italiana», e parimenti per la rivista Sezione aurea che avete definito addirittura «splendida» per i temi trattati, per le immagini pubblicate, per la cura grafica, tanto da scriverci che anch'essa rappresenta: «un caso (quasi) unico nell'ambito dell'editoria italiana». Come non rimanere sorpresi e commossi da valutazioni così benevole? Non possiamo che dirci onorati per aver ricevuto attestazioni elogiative di questo tenore: attestazioni che, certamente, non dimenticheremo mai. Grazie a Voi tutti.

Milano, 31 dicembre 2017. 

 

 

NOVEMBRE 2016 SA5

 

È pubblicato il quinto fascicolo della rivista Sezione aurea: cultura, arte, ricerca, che varia la propria periodicità passando da semestrale ad annuale. Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista che, con questo n. 5/2016, completa e conclude il proprio ciclo di pubblicazioni.

 

ARTE / GRANDI EVENTI

«Alphonse Maria Mucha (1860-1939), maestro dell'immagine rinnovata».

Sostenitore della necessità di un rinnovamento radicale del linguaggio artistico e comunicativo, il giovane Mucha si fece interprete dello spirito della modernità ed elaborò ben presto il proprio modus operandi connotato da una cifra stilistica riconoscibile poiché innovativa e peculiare. Mentre le sue eleganti composizioni con giovani donne incorniciate da fiori stilizzati divennero paradigmatiche nel primo decennio del nuovo secolo, la sua straordinaria competenza tecnica e la versatile ideazione artistica si sarebbero articolate a largo spettro e declinate a partire dalle scenografie, dai ritratti e dalla illustrazione storica, fino ai decori progettati per grandi vetrate, agli arredi, ai gioielli, alla grafica pubblicitaria (molto noti i manifesti realizzati per l'attrice Sarah Bernhardt negli anni Novanta dell'Ottocento). Nel Palazzo Ducale di Genova si è recentemente inaugurato l'importante allestimento: Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau, riproposizione della mostra itinerante che nel marzo scorso si è conclusa a Milano. 

 

CRITICA LETTERARIA

«Etica dell'invisibile e poesia cosmica: il Piccolo Principe di Saint-Exupéry». 

I temi maggiormente significativi intorno ai quali si è concentrata la riflessione di Antoine de Saint-Exupéry riguardano l'angoscia esistenziale: il rapporto tra l'individuo e l'Uomo, inteso come universale; la fraternità tra gli uomini; l'aspirazione della politica che intende conferire una struttura ordinata alla società; la scomparsa dell'impulso creativo che purtroppo connota l'uomo della civiltà delle macchine e dei consumi standardizzati. Già nel primo Novecento si avverte un profondo disagio nel vivere in una dimensione dominata dalla tecnica che, se da un lato sembra rendere l'uomo arbitro del mondo, dall'altro lato riduce questo mondo al solo sterile patrimonio di beni esteriori e mondani che umiliano la verità, la libertà e lo slancio spirituale anch'essi propri della condizione umana. L'uomo del tempo presente, che sembra essersi perduto nel mondo e nelle sue contraddizioni, tralascia l'enigma della sua esistenza ma può superare la morte creando opere, e istituzioni, che gli sopravvivono. È nell'atto creatore che l'uomo sconfigge le proprie fragilità. Ma il vero essenziale resta invisibile agli occhi, e da qui discende l'esigenza di cercare con il cuore. Francesco De Sio Lazzari (già docente presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale") approfondisce il tema dell'invisibile che attraversa l'intera narrazione de Il Piccolo Principe, in cui tutti i simboli si fondono insieme: attraverso gli uni e gli altri Saint-Exupéry è guida a una iniziazione alla vita spirituale.

 

ESTETICA E TEORIA DELLE ARTI 

«Intercultura, pluralismo ed estetica».

Marcello Ghilardi (docente presso l'Università degli Studi di Padova) illustra il carattere antropologico dell'estetica e, inoltre, le trame evolutive dei significati propri ai seguenti termini: cultura, intercultura, pluralismo della cultura, tensione culturale. Mentre fino ai primi anni del Novecento la filosofia, l'antropologia e la sociologia potevano presumere di possedere una nozione relativamente stabile e condivisa di "cultura", la riflessione successiva ha messo in luce come un simile concetto sia un vero e proprio terreno di scontro, anche ideologico; o, per lo meno, un campo relazionale in cui ne va non soltanto della prospettiva teorica di chi lo indaga, ma anche della conservazione dei poteri e dei rapporti di forze in gioco. Oggi la cultura è studiata e compresa come infinita interazione di segni e significati, di gesti di parola e di scrittura: ciascuno di questi gesti deve essere pensato non secondo una ipotetica autonomia, ma nell'interazione dinamica con ciò che lo circonda e lo interseca.

 

CULTURA TECNOLOGICA DELLA PROGETTAZIONE E FILOSOFIA

«Téchne produttiva e téchne d'uso: i paradigmi aristotelici per comprendere l'architettura».

La complessità che la concezione "technologica" ancora esprime può rivelarsi strumento efficace per conseguire l'unitarietà dei numerosi apporti culturali che confluiscono nell'opera architettonica, ma occorre che la cultura del progetto ritorni a farsi interdisciplinare, riprenda a procedere euristicamente e a intenzionarsi eticamente, verificando ogni dispositivo creativo. Nell'analisi conoscitiva, e non soltanto nella progettazione, qualora si proceda alla scissione dei diversi fattori causali che convergono nel fatto architettonico si produrrà uno smembramento, una separazione dei fini dai mezzi, una cesura dalla quale conseguono sottoinsiemi incongruenti e malintese specializzazioni all'interno degli stessi ambiti disciplinari. Maria Giulia Marziliano (laureata con Lode e con pubblicazione della Tesi, Cattedra di «Cultura tecnologica della progettazione», Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano) con rinnovate considerazioni dispiega una trattazione inerente il sapere tecnico cum scientia causarum, affrontando le diverse articolazioni e i molteplici significati originariamente ascrivibili alla parola téchne. Nel saggio viene illustrato il valore metodologico che la teoria aristotelica dimostra anche per la comprensione dell'architettura, e inoltre sono approfonditi gli aspetti storici inerenti la trasmissibilità del sapere tecnico, nonché i diversi ruoli degli operatori all'interno del processo edilizio e della scala gerarchica di valore.

 

PRODROMI DELLA CONCEZIONE GEOGRAFICA

«Il paesaggio in cartografia: selezione e narratività». 

Prendendo in esame i mappamondi antichi, dalla imago mundi romana e cristiana fino al tardo Quattrocento, in cui sono indicati sommariamente e pressoché simbolicamente i continenti della terra emersa e il mare Oceano tutt'attorno, con o senza l'indicazione dei punti cardinali, si evidenzia che le prime carte, più che raffigurare iconicamente il mondo, tendevano invece a rappresentarlo simbolicamente indicando le direzioni in maniera schematica. Ciò che maggiormente interessava era collocare i territori funzionalmente alle potenzialità di percorribilità, attraverso vettori di senso. In tal modo la cartografia antica dimostra tutto il suo carattere di narratività. A titolo esemplificativo si consideri il paesaggio, che in sé non esiste (mentre può esistere un territorio in sé): il paesaggio è un testo prodotto dall'uomo e per l'uomo, ed è frutto esclusivo di una attività semiotica che ogni volta lo istituisce nel momento in cui lo produce attraverso il punto di vista che legge e interpreta un territorio dato. Amedeo Trezza (già docente di «Semiotica del testo architettonico e paesaggistico» presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II") rileva che il rapporto tra paesaggio e cartografia vede quest'ultima come rappresentazione selettiva del primo, per assolvere esigenze geografiche, culturali, percettive, produttive, computazionali ecc. Tale selezione delle informazioni è una tendenza che va di pari passo con la progressiva scomparsa, nel corso dei secoli, del paesaggio iconico narrato dalle prime carte geografiche.     

 

SEMIOTICA DELLO SPAZIO SCENICO

«Cinecittà: immagini nel tempo».

Nel 2011 con l'iniziativa "Cinecittà si mostra" il luogo viene definitivamente aperto al pubblico: in tal modo lo spazio di Cinecittà travalica lo schermo per arrivare entro quella stessa cultura che l'ha valorizzata, modificandola a sua volta e arricchendola con strati di senso. Paolo Ricci (docente presso l'Istituto Europeo di Design) illustra la ri-semantizzazione del complesso architettonico che, fin dalla sua nascita, ha generato su di sé un immaginario in cui i sogni possono essere realizzati. Questa iniziativa ha strutturato la ri-appropriazione di un sistema esistente, sotto un'ottica e con funzioni diverse, sia per il produttore/autore, sia per il consumatore. Se il cinema (e andare al cinema) promuoveva un certo tipo di socialità, ora il luogo del cinema (Cinecittà) propone una ri-generazione di una forma di socialità forse deteriorata. Il visitatore sembra il recettore di un discorso storico attualizzato attraverso una lettura e una rappresentazione operata dagli autori/enunciatori che rendono il visitatore lo specchio di quel prodotto culturale, di quel discorso articolato secondo i canoni narrativi della società contemporanea intesa come società del consumo/spettacolo dove quasi sempre avviene l'incontro/scontro tra potere e volere, ma anche tra passato e presente.

 

PEDAGOGIA SPERIMENTALE 

«La riqualificazione del territorio partecipata in ambito scolastico: il caso della discarica di Odolo (Brescia)».

L'avvio del percorso partecipato e la definizione degli obiettivi per il recupero ambientale ha avuto inizio nel 2005, allorquando è stato autorizzato un intervento allo scopo di adeguare la discarica alla normativa europea e nazionale, e per modificarne la morfologia. La posizione strategica dell'impianto e la volontà di sperimentare percorsi innovativi in un progetto che, pur non essendo caratterizzato da un'elevata conflittualità locale, comunque necessitava di un'attenta gestione (a motivo della contiguità dell'area all'abitato), hanno persuaso la società «Montana», responsabile della discarica, a proporre al Consorzio delle acciaierie presenti sul territorio bresciano l'utilizzo di metodologie partecipate. Monica Vercesi (consulente in materia di mobilità sostenibile dei bambini, e capogruppo del gruppo di progettazione) e Piero Simone (consulente partner della società «Montana») illustrano le diverse fasi che la progettazione partecipata ha comportato anche con il coinvolgimento fattivo degli alunni della scuola primaria; e, inoltre, illustrano le metodologie adottate per il recupero dell'area che, a livello nazionale, rappresenta un caso tuttora unico nel suo genere.   

 

TENDENZE DIDATTICHE NEL GLASS DESIGN 

«Glass Design Center "Abate Zanetti": è a Murano il futuro del vetro, tra innovazione e tradizione».

La Scuola del Vetro "Abate Zanetti" è divenuta Istituto Tecnico Superiore: prima scuola di studi superiori nell'isola di Murano, e prima nel suo genere in Italia, la Scuola del Vetro "Abate Zanetti" è erede di una antica istituzione, la Scuola di Disegno per vetrai, fondata nel 1862 dall'abate Vincenzo Zanetti. Oggi l'Istituto è più che mai il luogo d'incontro fra il passato e il futuro dell'arte del vetro, dove la forte volontà di aggregare le molteplici realtà del panorama vetrario contemporaneo, guardando al mondo del design, della cultura e dell'arte, si intreccia con la tutela di una tradizione secolare e con le abilità tecniche che hanno reso l'isola di Murano famosa nel mondo. Da quest'anno l'Istituto fornisce ai propri allievi tutte le competenze teoriche e tecniche per decidere se, una volta terminato il ciclo di studi, proseguire con un percorso universitario o se inserirsi attivamente nel mondo del lavoro e della produzione vetraria, potendo già contare su una conoscenza approfondita e su una solida esperienza negli ambiti relativi alla fornace, alla vetrofusione e alla lavorazione a lume. Martina Semenzato (presidente della "Abate Zanetti") e Andrea Tosi (docente nella "Abate Zanetti) qui illustrano l'articolazione del piano formativo di una peculiare didattica, gli obiettivi perseguiti, le iniziative culturali, le collaborazioni illustri, i manufatti prodotti ecc.

 

 

MAGGIO 2016  AA9

 

È pubblicato il nono fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (primo semestre 2016). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista che, con questo n. 9/2016, completa e conclude il proprio ciclo di pubblicazioni.

 

EDITORIALE

«Il presente come complessità, il futuro come responsabilità: la dimensione etica e maieutica nell'urbanistica di Mario Guido Cusmano», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). In ricordo dell'architetto Cusmano, che si è spento nello scorso mese di gennaio, l'Editoriale ripercorre i punti salienti delle sue considerazioni riferite alla didattica accademica. Emerito di Urbanistica presso l'Università degli Studi di Firenze, Cusmano si diceva convinto che non è possibile "insegnare la città" rilevando come si possa descrivere, esaltare, criticare, rappresentare, progettare, ma soprattutto vivere con un agire concreto, dunque connotato da quella verità che supera ogni prospettiva storiografica, astrattamente metodologica. Insegnare la città contemporanea, con i suoi molti nodi irrisolti ma oramai sedimentati, e percorsa da difficoltà vecchie e nuove, non può che significare espandere le diverse possibili interpretazioni, sviluppando la riflessione tra problematiche in essere e ideazione in divenire, nel pieno rispetto delle valenze culturali e simboliche del costruito, nella consapevolezza delle stratificazioni e delle potenzialità urbane, quindi della struttura più complessa e profonda della città. 

 

URBANISTICA

«Ri-uso e ri-qualificazione delle periferie».

È qui proposta la versione integrale della Relazione che nel 1987 Mario Guido Cusmano teorizzò per il convegno internazionale "L'immagine della città. Il centro storico oltre l'arredo urbano / La riqualificazione delle periferie" (Ravenna, 14 marzo 1987), promosso e coordinato dall'architetto urbanista Erminio Ferrucci, Direttore Responsabile della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture. Da tale Relazione emerge una critica culturale che, con sguardo disincantato, si rivolge a chi condanna le periferie urbane con una percezione vaga del presente, spesso distorta da stereotipi e pregiudizi. Infatti appare evidente che queste nostre città così cresciute hanno perduto, forse definitivamente, dimensione, forma e disegno urbano; e che gli elementi determinanti questa perdita di misura, di riconoscibilità e di descrivibilità, sono quelle parti periferiche che le hanno circondate e deformate, in tempi anche brevi e in quantità spesso più ingenti del nucleo originario pre-industriale. Ma ritenendo che le vituperate periferie debbano invece essere intese e accolte come nuove realtà urbane (anche se prive di quelle qualità, non soltanto spaziali, che questo termine continua a suggerirci), nel suo contributo l'architetto urbanista Cusmano invita a una valutazione critica rinnovata e consapevole. Poiché con un tale ribaltamento di ottica analitica si può scoprire ciò che è diventata realmente la città, dal suo stesso interno: nelle sue misure reali e apparentemente senza dimensione, nella sua immagine concreta apparentemente senza forma, e nei suoi spazi vissuti apparentemente senza regole.

 

MOBILITÀ URBANA 

«Il PUMS di Milano: un nuovo approccio, luci e ombre».

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) introduce uno strumento nuovo nella prassi della pianificazione di settore e un cambiamento di metodologia della pianificazione, attribuendo centralità alla partecipazione di cittadini e stakeholder. A Milano tale procedura si è sviluppata attraverso la presentazione alla città della proposta di piano, con gli incontri dedicati ai consigli di zona e ai sindaci della "città metropolitana". La natura strategica del PUMS chiama in causa, non in modo formale ma sostanziale, la dimensione metropolitana; e affronta le questioni proprie della mobilità alla scala vasta. È il nuovo soggetto, la città metropolitana, che definisce i confini, le competenze, e il sistema di relazione nei prossimi anni. L'architetto Patrizia Malgieri (membro del Comitato scientifico e Supervisore tecnico-scientifico per la redazione del PUMS di Milano) qui espone l'intero percorso di redazione del PUMS. Evidenziando le linee di indirizzo e i cambiamenti perseguiti da un peculiare approccio per la pianificazione della mobilità urbana sostenibile, e ripercorrendo tutte le fasi del Documento (avvio del percorso di elaborazione, riferimenti culturali e supporti alla costruzione degli scenari di piano, procedure di adozione e approvazione), l'articolo presenta alcuni elaborati di progetto e illustra la complessità che ha caratterizzato l'elaborazione del PUMS, del quale sono rimarcati gli obiettivi prestabiliti, le fasi del processo di sviluppo, gli elementi qualificativi e di stigma innovativo.

 

TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA

«Ingegnerizzazione del progetto architettonico: il Padiglione Aquae per Expo Gate a Venezia».

In una vasta area industriale dismessa di Porto Marghera, nell'ambito del Parco Scientifico Tecnologico (PST) di Venezia, si sta realizzando la rigenerazione urbana a consumo di suolo pari a zero, e con un intervento urbanistico che, attraverso la bonifica e il recupero, intende trasformare un territorio cerniera tra terra e acqua. È già stato realizzato il Padiglione Aquae, un padiglione fieristico, polifunzionale e permanente, che nei mesi scorsi ha ospitato l'evento gestito da Expo Venice (Aquae – Venezia 2015) sotto il patrocinio di Expo Milano 2015. Denominato Expo Gate 2015, è un sistema posto al servizio della comunità e del territorio; è l'agorà delle eccellenze e delle competenze che qui si incontrano sollecitando sinergie importanti, e rappresenta la rinascita di un'area industriale abbandonata che pertanto torna attivamente a partecipare alle funzioni urbane. L'ingegnere Sandro Favero (fondatore e CEO-Chief Executive Officer di «F&M Ingegneria», responsabile dell'ingegnerizzazione e della costruzione) con immagini inedite illustra il progetto architettonico dell'edificio, la concezione strutturale, i materiali e le tecnologie adottate, le diverse fasi costruttive ecc. 

 

BIOARCHITETTURA SPECIALISTICA

«Il progetto della scuola del futuro, nel mondo di oggi».

Un gruppo di progettisti ha aderito all'invito del Comune di Milano orientato a precisare i caratteri di una scuola "tipo" connotata da tutte le specifiche di eco-sostenibilità, vivibilità, integrazione con il tessuto urbano esistente; quindi di una scuola per l'istruzione primaria che possa essere "aperta" non soltanto agli studenti ma anche ai cittadini, per divenire un punto di riferimento culturale e un centro di aggregazione sociale. I progettisti hanno individuato e sviluppato gli aspetti fondamentali dei diversi edifici che compongono il complesso scolastico, concepito per formulare un'opera di bioarchitettura. L'ingegnere Donatella Mascia (capogruppo del gruppo di progettazione, docente presso l'Università degli Studi di Genova e Direttore Tecnico dello Studio di progettazione "Archimede Ingegneria e Architettura" di Genova) con immagini inedite qui illustra l'impostazione progettuale, gli obiettivi perseguiti, gli strumenti multidimensionali impiegati per la progettazione integrata, i principi qualificanti posti in essere riguardo alla sostenibilità, i materiali e le tecnologie prescelte, i sistemi strutturali e funzionali adottati.

 

ATTIVITÀ ESTRATTIVE E PAESAGGIO

«Paesaggi (s)cavati del Trentino: nuove strategie di trasformazione per le aree estrattive».

Un nuovo approccio, differente rispetto alle più comuni strategie di recupero del territorio, consiste nel valutare il progetto del paesaggio "scavato" come un intervento che possa interferire e interagire con il processo di trasformazione. In quest'ottica anche la fase di dismissione di un sito con attività estrattiva diventa una tappa della trasformazione del paesaggio. L'intento è quello di coniugare l'attività estrattiva con un ripensamento del suo contesto territoriale in chiave culturale e sociale, e di considerare la trasformazione dei territori degradati come occasione per plasmare nuovi paesaggi. Nella rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture, n. 9/2016, l'architetto Emanuela Schir (docente presso l'Università degli Studi di Trento), coordinatore del progetto di ricerca risultato vincitore del concorso "Fondo per il Paesaggio" bandito dalla Provincia Autonoma di Trento, illustra tale progetto presentando i casi pilota, le modalità di trasformazione e le nuove strategie elaborate per una gestione sostenibile delle attività estrattive.

 

BONIFICA DALL'AMIANTO

«La bonifica dall'amianto e lo sviluppo territoriale: un chiasmo-proposta circa la "scoperta Roveri"».

Nell'articolo, che inoltre restituisce i punti salienti del Piano Nazionale Amianto, l'architetto Giampiero Cardillo (già Generale dell'Arma dei Carabinieri, dal 2014 Responsabile del Dipartimento Bonifiche e Sviluppo territoriale – Osservatorio Nazionale Amianto) sostiene che è impensabile bonificare un territorio solo dall'amianto e non dagli altri veleni accumulati nelle medesime discariche. Per l'amianto, come per altre sostanze tossiche, la discarica inoltre non rappresenta la soluzione del problema poiché le balle contenenti amianto vengono pressate e, pertanto, il materiale si frantuma ulteriormente all'interno degli imballi. In tal modo rese volatili, le fibre di amianto si libereranno inquinando le falde acquifere allorquando l'involucro di plastica che le ricopre inevitabilmente cederà, fra qualche tempo. Al fine di conseguire esiti di maggiore opportunità per gli oltre 300.000 siti italiani ancora da bonificare, l'Autore ritiene che si debba considerare quanto emerso dalla ricerca scientifica svolta dal gruppo di lavoro coordinato da Norberto Roveri (Dipartimento di Chimica, Alma Mater Studiorum Università di Bologna). Da tale ricerca si sarebbe evidenziato che è possibile trasformare un rifiuto, come ad esempio l'amianto incapsulato, in risorse quali fertilizzanti, idropitture, metalli rari ecc., mediante una reazione chimica indotta con siero di latte e altri residui agro-alimentari. 

 

DIRITTO AMMINISTRATIVO / EDILIZIA E URBANISTICA

«La circolazione dei diritti edificatori, e altre questioni di giurisdizione in materia di edilizia e di urbanistica». 

L'avvocato Federico Gualandi in questo contributo sviluppa una serie di riflessioni concernenti la circolazione dei diritti edificatori affrontando tre temi: uno, in materia urbanistica (i diritti edificatori e il loro giudice); e due in materia edilizia (l'attività edilizia libera, soggetta a mera comunicazione di inizio attività, e le problematiche connesse al cosiddetto certificato di destinazione urbanistica). L'Autore, docente presso l'Università IUAV di Venezia, nel testo qui pubblicato esplicita in maniera esaustiva i caratteri dei diritti edificatori e ne descrive le tipologie, la qualificazione giuridica e la giurisdizione, indicando inoltre le problematiche ancora in essere in rapporto alla pianificazione e i possibili correttivi. 

 

 

NOVEMBRE 2015  AA8

 

È pubblicato l'ottavo fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (secondo semestre 2015). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«Complessità, sostenibilità e qualità totale del progetto», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Al centro dell'organizzazione dell'evento Expo Milano 2015, che ha chiuso i battenti alla fine dello scorso mese di ottobre, è stato collocato il rispetto per l'ambiente, i territori e le comunità coinvolte, e pertanto Expo Milano 2015 è la prima esposizione universale ad aver conseguito la certificazione per la sostenibilità. Infatti i partecipanti sono stati invitati a realizzare i padiglioni temporanei seguendo indirizzi specifici che ne hanno orientato la costruzione, la dismissione e l'eventuale riutilizzo, con attenta valutazione delle ripercussioni e degli impatti che la costruzione di un edificio può determinare all'interno di un contesto territoriale e ambientale. Al fine di elaborare e controllare concretamente l'azione progettuale è necessario saper gestire un elevato numero di dati e di variabili in una nuova struttura organizzativa del cantiere: soltanto in tal modo è stata possibile la gestione del progetto di edifici eco-sostenibili, scomponibili e riciclabili, con strutture autoportanti e configurazioni ispirate dalla cultura dei territori d'origine, i cui obiettivi hanno perseguito il miglior grado di efficienza sia sul piano tecnico che su quello economico, inoltre osservando sia i vincoli normativi che quelli temporali.

 

TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA 

«Ingegnerizzazione del progetto architettonico: il Padiglione del Cile per Expo Milano 2015».

L'ingegnere Riccardo Cifarelli (per «F&M Ingegneria» responsabile dell'ingegnerizzazione e della direzione dei lavori del padiglione) illustra stralci inediti del progetto esecutivo del padiglione, descrive la concezione strutturale, i materiali impiegati e le tecnologie adottate per conseguire gli obiettivi di massima eco-sostenibilità, sicurezza, ottimizzazione dei costi e massima efficienza. Ad esempio: in fase di costruzione, la razionalizzazione dei carichi di trasporto e l'assemblaggio a secco hanno permesso di contenere le emissioni di gas serra contribuendo alla riduzione della quantità di rifiuti prodotti; e la fase di smontaggio del fabbricato, che dovrà essere rimontato in patria, dovrà ripercorrere all'inverso tutti gli stadi di lavorazione, con: sgombero degli arredi; smontaggio e rimozione impianti, finiture e strutture; demolizione delle fondazioni; ripristino del sito originario. 

 

TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA 

«Ingegnerizzazione del progetto architettonico: il Padiglione della Cina per Expo Milano 2015».

L'ingegnere Federico Zaggia (responsabile del Project Management in «F&M Ingegneria», responsabile dell'ingegnerizzazione e della direzione dei lavori del padiglione) illustra le ragioni culturali sottese al particolare design del padiglione, ne descrive i materiali adottati e il sistema strutturale, i percorsi distributivi e lo schema compositivo delle aree espositive nelle quali è stata prestata grande attenzione all'illuminazione interna e alla ventilazione naturale, in modo da migliorare al massimo grado l'esperienza dei visitatori. Particolarmente ammirato, il padiglione è stato realizzato secondo i criteri della sostenibilità; e, in correlazione con il tema dell'armonia tra città e paesaggio, la costruzione dimostra uno stretto rapporto con l'agricoltura attraverso l'utilizzo di materiali edili provenienti dai flussi di rifiuti derivati dal regime alimentare cinese. Tra i premi conferiti in Expo Milano 2015, è stata la Repubblica Popolare Cinese a conseguire l'ambìto riconoscimento dedicato alla recuperabilità dei padiglioni. 

 

TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA 

«Ingegnerizzazione del progetto architettonico: il Padiglione del Messico per Expo Milano 2015».

L'ingegnere Alessandro Orlandi (per «F&M Ingegneria» responsabile dell'ingegnerizzazione e della direzione dei lavori del padiglione) illustra stralci inediti del progetto esecutivo del padiglione, ne descrive la concezione strutturale, lo schema compositivo e funzionale, i materiali impiegati e le tecnologie adottate, gli elementi emblematici, le citazioni culturali ecc. Nel resoconto si pone inoltre in evidenza come la progettazione degli impianti, in sinergia con le scelte architettoniche, sia stata rivolta al perseguimento di un sistema tecnologico generale di estrema efficacia, finalizzato al massimo contenimento energetico e alla riduzione al minimo degli impatti relativi all'inquinamento ambientale.

 

TECNOLOGIA DELL'ARCHITETTURA 

«Ingegnerizzazione del progetto architettonico: il Padiglione della Turchia per Expo Milano 2015».

L'ingegnere Alessandro Orlandi (per «F&M Ingegneria» responsabile dell'ingegnerizzazione e della direzione dei lavori del padiglione) illustra stralci inediti del progetto esecutivo del padiglione, ne descrive il sistema strutturale in tubolare d'acciaio, i materiali e le tecnologie adottate per la realizzazione dell'edificio articolato in tre corpi principali. Lo schema compositivo e funzionale persegue l'obiettivo di attuare un percorso distributivo che, a partire dagli spazi all'aperto, e fino alle sale più interne, evidenzi le consuetudini della Turchia anche per ciò che concerne la scelta dei materiali di cui sono costituiti gli spazi espositivi. Ad esempio le sale riunioni sono state arredate con mobili tipici, sia le poltrone che i tappeti e i tendaggi; e questi ultimi, ricamati con disegni caratteristici della cultura materiale turca, citano i pannelli di rivestimento in legno, realizzati da artigiani italiani sotto la guida di tecnici provenienti dalla Turchia per sovraintendere e curare nei minimi dettagli l'allestimento del padiglione.   

 

ENERGIE RINNOVABILI 

«Un impianto fotovoltaico per la funivia Trapani-Erice». 

Firmate da Giuseppe Cannistraro et alii (Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Messina) queste note documentano minuziosamente la fattibilità di un impianto fotovoltaico per la cabinovia Trapani-Erice. Il tracciato di progetto riprende quello della precedente funivia di fine anni Cinquanta del secolo scorso, che è dismessa da oltre venti anni: la stazione di valle viene quindi collocata in corrispondenza della precedente stazione nella periferia di Trapani orientale; mentre quella di monte all'ingresso di Erice, verso valle per evitare il sorvolo di una piazzetta a ridosso delle vecchie mura urbiche. Affermando che l'impianto progettato è in grado di produrre energia sostenibile per alimentare la cabinovia, gli Autori qui ne illustrano le specifiche tecniche e ne presentano tutti i dati e i caratteri, anche con la valutazione del piano di ammortamento e dei benefici economici.

 

CONSUMO DEL SUOLO

«Vicende urbanistiche nazionali e trasformazioni del suolo».

L'ingegnere Alberto Ziparo (docente presso l'Università degli Studi di Firenze) e l'urbanista Andrea Alcalini descrivono un'Italia in ritardo sulla materia urbanistica, soprattutto per quanto concerne la realizzazione di politiche riferite ai temi del consumo di suolo e del riuso del patrimonio edilizio inutilizzato, sia pubblico che privato. I due Autori affermano che la crisi è politico-culturale più che economico-finanziaria, e le sue radici profonde sono da ricercare negli interessi esterni che viziano una corretta gestione del territorio e allontanano lo stesso concetto di comunità nazionale. Tuttavia, a fronte di un sostanziale immobilismo normativo e programmatico generale, si riscontrano comunque alcuni elementi di crescita politico-culturale a livello regionale; sono elementi che delineano nuovi orizzonti di cambiamento da cui partire per affrontare problemi ambientali e sociali, secondo i criteri di una corretta pianificazione territoriale e paesaggistica supportata da una competente e sensibile azione sociale.

 

HABITAT URBANO  

«Spazi pubblici: cerniera tra città e società (ieri, oggi, domani)». 

Ripercorrendo la storia delle città, l'ingegnere Edoardo Salzano (già Preside della Facoltà di Pianificazione del territorio, Università IUAV di Venezia) rileva come le cause della crisi del carattere pubblico della civiltà urbana siano radicate nella decadenza progressiva e concatenata di tre termini: città, società, politica. Tale decadenza comincia con la riduzione della società a mera aggregazione di individui; prosegue con l'erosione e il decadimento dello spazio pubblico; e, se non viene opportunamente contrastata, non può concludersi che con la morte della città tradizionale quale l'abbiamo conosciuta. L'Autore sostiene che l'idea di città non ricomprenda soltanto l'organizzazione fisica e funzionale dell'habitat, ma che città sia anche società (e pertanto: memoria, identità, cultura, bellezza) e politica (in quanto possibilità di fruire di spazi in cui i diversi gruppi sociali si riuniscono, scambiandosi informazioni e confrontandosi per dialogare e decidere). Per tali ragioni si deve ascoltare la società, al fine di individuarne le esigenze che sollecitano la costruzione di una città bella perché buona, perché equa, perché aperta.   

 

LUOGHI DELLA RICERCA SCIENTIFICA

«L'Osservatorio Vesuviano: storia della scienza e cultura del territorio nell'area vesuviana».

Il Reale Osservatorio del Vesuvio è stato istituito nel 1841 al fine di studiare l'attività vulcanica, e pertanto è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Oggi l'Osservatorio Vesuviano fa parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e promuove attività di divulgazione scientifica. Tra l'altro ospita una mostra permanente in cui i visitatori vengono introdotti al vulcanismo e ai relativi pericoli, ai sistemi di monitoraggio dei vulcani attivi, alla storia del Vesuvio e dell'Osservatorio Vesuviano. Il resoconto delle importanti attività svolte dall'Osservatorio Vesuviano è qui firmato da Elena Cubellis et alii: ripercorrendone anche le vicende storiche, gli Autori illustrano inoltre il percorso museale e le molte iniziative culturali intraprese per la riqualificazione del territorio vesuviano, caratterizzato da peculiarità di natura paesaggistica, biologica, archeologica, artistica.  

 

 

OTTOBRE 2015 SA4

 

È pubblicato il quarto fascicolo del semestrale Sezione aurea: cultura, arte, ricerca, n. 4/2015 (luglio-dicembre 2015). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

ARTE / GRANDI EVENTI

«I dipinti di viaggio del Cavalier Ippolito Caffi (1809-1866)».

Dopo la fine della stagione del Vedutismo settecentesco, anche l'Ottocento ritrova il piacere della rappresentazione urbana e paesaggistica, ma con connotazioni innovative. Sebbene ispirato ai modelli del Settecento veneziano, Ippolito Caffi riuscirà infatti a modernizzare il lessico espressivo delle vedute esplorando nuovi punti di osservazione, come nelle scene notturne o come nella visione dall'alto resa possibile mediante il pallone aerostatico. Considerato l'ultimo dei vedutisti veneti che hanno operato nella tradizione di Canaletto, Caffi non ha dipinto soltanto paesaggi e scorci di città, ma in alcune circostanze è stato cronista di guerra dipingendo con efficacia documentaria scontri in battaglia anche al fine di dare testimonianza iconografica del "vero" in un periodo caratterizzato da forte instabilità politica (si pensi ai moti risorgimentali e alle guerre per l'indipendenza italiana). A Trieste, nelle sale del Museo storico del Castello di Miramare, l'allestimento espositivo Ippolito Caffi: dipinti di viaggio tra l'Italia e l'Oriente fino al prossimo mese di dicembre consente di apprezzare l'originale poetica del pittore bellunese con opere da molti anni non esposte al pubblico, e in parte restaurate per questa occasione.

 

ANTROPOLOGIA   

«Il folle progressivo: il 'genio' di Cesare Lombroso interpreta il senso della storia».

L'impianto scientifico e speculativo di Cesare Lombroso si attesta quale elemento imprescindibile per chi voglia comprendere alcuni fra i più decisivi nodi ideologici della modernità. Stefano Bertani (docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) illustra il pensiero dello scienziato e rimarca come la permanenza lunga dei fenomeni culturali, che Lombroso aveva così acutamente colto nella sua contemporaneità, ci sorprenda ancora nella nostra, assai lontana dall'aver realizzato quel progresso di cultura e civiltà che avrebbe dovuto segnarla sin dai suoi esordi ottocenteschi. Anzi, a dispetto dei lunghi anni di oblio, e soprattutto degli stereotipi quasi macchiettistici con cui la figura e le opere di Cesare Lombroso hanno attraversato il XX secolo, tornare a riflettere su di essi sembra giovare a una miglior comprensione storica che consente di far luce anche su alcune questioni nodali tuttora irrisolte della nostra identità culturale e nazionale.

 

SEMIOTICA E CAOS

«Ancora sul caos e sulla semiotica». 

Mirko Lampis (docente presso la Facoltà Filosofica dell'Università UKF Univerzita Konštantína Filozofa di Nitra, in Slovacchia) illustra la semiosi, l'aleatorietà, la contingenza, l'incertezza e il principio di indeterminazione pratica, dinamica, ontologica. Affermando che il caos può essere interpretato come una forma di organizzazione dinamica che implica, allo stesso tempo, cambiamenti più o meno predicibili nelle strutture previe del sistema (disordine) ed emergenza di nuove strutture (ordine), l'Autore precisa che esistono almeno quattro diverse accezioni della nozione di caos: browniano, epicureo, determinista, distruttore. Queste quattro forme sono interdipendenti tanto se sono concepite come momenti concreti, e forse ciclici, nella deriva storica di un dato sistema, quanto se concepite come descrizioni puntuali di sistemi e processi i cui limiti e la cui portata dipendono dallo stabilimento di una prospettiva di osservazione. 

 

SEMIOTICA DEL LINGUAGGIO MUSICALE 

«Sullo spazio in musica».

Il sistema spaziale costituito dallo spartito possiede una dimensione semiotica autonoma, tale da poter essere impiegata in sistemi visivi iconici. Francesco Galofaro (docente presso il Politecnico di Milano), tenendo conto degli sviluppi più recenti del dibattito semiotico, evidenzia tra l'altro le caratteristiche salienti della partitura concepita come generatrice di interpretazioni: in primo luogo, essa non è solo forma ma regola di trasformazione; ha carattere metasemiotico, decidendo le costanti delle interpretazioni; in un senso geometrico, decide della topologia dell'opera, delle proprietà che l'interpretazione conserva. La musica, intesa come un sistema monoplanare puramente formale, non può essere compresa se non in relazione a un piano semantico, intercettato dalla forma attraverso relazioni di omologazione. Queste ultime non sono generate da una grammatica che opera sul linguaggio, ma dalle strutture del testo musicale: in tal modo viene stabilito il significato che, a differenza delle strutture formali che ne costituiscono la condizione di possibilità, deve essere colto nella sua storicità. 

 

UNIVERSITÀ

«Una grande istituzione italiana: introduzione alla storia della didattica dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"».

Francesco De Sio Lazzari (già docente presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale") illustra le vicende storiche e i diversi mutamenti istituzionali dell'ateneo napoletano fondato nel 1732. La struttura è passata attraverso una serie di trasformazioni, ha cambiato molte sedi, ed è stata organizzata e riorganizzata con statuti e titolazioni differenti. Sono trasformazioni che documentano la costante volontà di adeguarne e potenziarne gli obiettivi; a tal punto che, alla fine, non resterà quasi più nulla dell'originaria ispirazione: da Collegio per missionari stranieri, che provenivano da terre lontane per poi tornarvi in nome della fede, infatti l'Istituto è diventato una Università del tutto laica. Peraltro, è da notare che i governi italiani sono spesso intervenuti sia per modificare alcuni aspetti della struttura istituzionale di quella che oggi viene denominata, brevemente, "L'Orientale", e sia per precisarne diversamente i compiti. Anche da tali interventi viene testimoniata l'importanza riconosciuta a "L'Orientale", alle sue potenzialità didattiche e al ruolo svolto ampliando il bacino di utenza e allargando l'orizzonte degli interessi e degli insegnamenti.

 

 

GIUGNO 2015  AA7 

 

È pubblicato il settimo fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (primo semestre 2015) che da questo numero varia la propria periodicità, passando da trimestrale a semestrale. Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«Shipbreaking: la demolizione delle navi, dell'ambiente e dei diritti umani», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Alcuni giorni fa si è svolta in Turchia a Izmir, sede di un importante cantiere per lo smantellamento navale, l'assemblea generale della NGO Shipbreaking Platform: la coalizione delle diciannove organizzazioni umanitarie e ambientali che, con base a Bruxelles, sono attive contro il tipo di demolizione ancora oggi attuata in condizioni di grave rischio sanitario per le popolazioni di vasti territori ubicati nel sud dell'Asia. Con esperti di Diritto marittimo e con tutori dei diritti umani si è discusso del business delle demolizioni navali, di cui un terzo viene ancora eseguito con metodi primitivi su navi spiaggiate e smontate a cielo aperto da migliaia di operai in condizioni lavorative talmente pessime da provocare centinaia di morti ogni anno. Citando anche tutti i riferimenti normativi vigenti, e ponendo in luce i molti elementi di criticità su cui verte il dibattito internazionale, l'Editoriale illustra tale problematica e inoltre relaziona circa le diverse fasi del trasporto e della demolizione prevista per il relitto della nave Costa Concordia. 

 

RESTAURO DEL TERRITORIO

«Andora: un intervento di ingegneria ambientale, una lotta contro il tempo e... contro la burocrazia». 

Nel gennaio 2014 il locomotore e un vagone del treno Intercity 660 Milano-Ventimiglia sono usciti dai binari a causa di un evento franoso che, interessando la sovrastante parete rocciosa tra Andora (Savona) e Cervo (Imperia), ha provocato feriti tra i passeggeri e la conseguente chiusura della linea ferroviaria Italia-Francia. Nella rivista L’Ambiente antropico: territori, città, architetture, n. 7/2015, sono pubblicati stralci del progetto esecutivo e dettagli costruttivi riferiti alle opere di ingegneria ambientale effettuate per il restauro di tale territorio. L'ingegnere Donatella Mascia (docente presso l'Università degli Studi di Genova e Direttore Tecnico dello Studio di progettazione "Archimede Ingegneria e Architettura" di Genova) con immagini inedite qui illustra le azioni poste in essere per arrestare il movimento franoso del pendio a cui è stata assicurata la completa stabilità.

 

TUTELA DEL MARE

«Il Mediterraneo: i fattori di pressione, le iniziative di tutela e di sviluppo sostenibile».

Mondo della ricerca scientifica e stakeholders nello scorso mese di novembre si sono confrontati a Livorno sulle opportunità che la Strategia marina può offrire in termini di crescita e lavoro: dalla Strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile, e dal dibattito in corso alle Nazioni Unite, si evidenzia la centralità del mare come fattore di sviluppo e di crescita. Edoardo Ronchi (presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, già Ministro dell'Ambiente e docente presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza") qui considera le cinque attività di rilievo economico e occupazionale proprie al Mare Mediterraneo: la pesca, l'acquacoltura, il turismo, il trasporto marittimo, lo sfruttamento offshore del petrolio e del gas. Da questa articolata disamina si evidenzia come la ricognizione di tali principali attività economiche, che generano impatti nella regione mediterranea, non lasci dubbi: la situazione ambientale è molto critica e, purtroppo, sembra essere destinata ad aggravarsi. Pertanto sono necessarie iniziative di tutela, di riconversione, e di sviluppo orientato alla sostenibilità, anche rendendo maggiormente incisivi gli emendamenti apportati nel 1995 alla Convenzione di Barcellona allo scopo di stabilire il cosiddetto principio precauzionale.

 

RIGENERAZIONE URBANA

«Paesaggi infrastrutturali: strategie di rigenerazione urbana per una città adattiva».

Alla necessità di sviluppare città più sostenibili, per popolazioni sempre maggiori, in questo periodo si affianca la sfida derivante dalla crescente complessità dei mutamenti climatici le cui dinamiche irreversibili trasformano la geografia dei territori con implicazioni considerevoli, anche sui manufatti urbani. L'acqua rappresenta la principale minaccia: recenti episodi, considerati estremi e inaspettati ma sempre più frequenti, hanno già dimostrato la grande fragilità della città contemporanea. Gli architetti Gaetano De Francesco e Saverio Massaro illustrano la teoria dei sistemi adattivi e conducono una interessante riflessione sui luoghi urbani della dismissione, sulla multifunzionalità, sulle ibridazioni simbiotiche nella infrastrutturazione e sul progetto di paesaggio urbano. Questo articolo è stato selezionato e ammesso tra i finalisti del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2015 promosso dall'AIL Associazione Italiana del Libro, con il patrocinio del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

 

ANALISI DEI SISTEMI URBANI

«L'utilizzo del suolo nel Rapporto sulla competitività delle aree urbane italiane».

A causa dell'espansione delle periferie, e dell'impermeabilizzazione delle superfici territoriali e urbane, il consumo di suolo ha registrato un rapido e preoccupante aumento. Le dinamiche insediative odierne e le espansioni urbane hanno eroso aree a scapito di terreni agricoli e naturali. Pertanto, per la gestione del territorio risulta importante poter disporre di carte tematiche regolarmente aggiornate, in modo tale da consentire ai decisori di monitorare costantemente il consumo di suolo allo scopo di preservare le aree incontaminate e per porre un limite alla cementificazione nelle aree già impermeabilizzate. L'architetto Giulia Melis e l'urbanista Enrico Eynard (Ricercatori presso l'Istituto Superiore sui Sistemi territoriali per l'Innovazione SiTI, Politecnico di Torino) illustrano i dati emersi dal Rapporto sulla competitività delle aree urbane italiane, che avvalora un aumento del grado di impermeabilizzazione con sempre maggiore frequenza; e, inoltre, documenta come alcune province abbiano posto un freno a tale fenomeno con l'implementazione di politiche diligenti e con interventi di rinaturalizzazione in aree danneggiate.

 

ARCHITETTURA SPECIALISTICA

«Il contributo del Centro di Ricerca TESIS alla progettazione delle architetture ospedaliere».

L'architetto Romano Del Nord (docente presso l'Università degli Studi di Firenze, e Direttore del Centro di Ricerca TESIS cui afferiscono gli atenei di Firenze, di Milano, e di Roma "La Sapienza") afferma la necessità di spostare l'attenzione da una architettura di derivazione funzionalistica ed efficientistica dell'ospedale a una architettura che sia inoltre in grado di ispirare sensazioni di domesticità e socialità. In tal modo la struttura ospedaliera non viene più concepita come "macchina per guarire" ma viene rapportata alla condizione psicofisica del paziente. In tale rinnovato contesto culturale, discipline quali sono la psicologia ambientale, la semiologia, e le tecniche di comunicazione assumono una valenza di effettivo riorientamento degli assunti che concorrono a definire le scelte decisionali di carattere progettuale. Con tali finalità il Centro interuniversitario TESIS ha progressivamente potenziato i propri rapporti istituzionali con prestigiosi organismi di livello internazionale operanti in ambiti scientifici fino a poco tempo fa considerati extradisciplinari alle materie architettoniche, ma poi rivelatisi fondamentali per conseguire risultati realmente innovativi nelle loro implicazioni di natura progettuale. Nell'articolo l'Autore illustra alcuni esempi di edifici realizzati con l'applicazione di tali principi innovativi.

 

CLIMATOLOGIA

«Come cambierà il clima in Italia». 

Edoardo Bucchignani (Ricercatore presso il CIRA Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, e presso il CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e Paola Mercogliano (Ricercatore presso il CMCC, dove è Direttore della Divisione REMHI Regional Model and geo-Hydrological Impacts) illustrano le metodologie, i modelli operativi e i recenti studi svolti presso il CMCC sulla valutazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Questa disamina si è concentrata sul nostro Paese, in accordo con gli scenari adottati dall'IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change. Per la prima volta sono disponibili scenari climatici idonei a valutare con elevata affidabilità le variazioni di valori medi di temperatura e precipitazioni per il secolo in corso, e inoltre idonei a valutare i relativi impatti. Tra l'altro, i dati emersi da tali studi registrano un aumento della temperatura media italiana, con una generale riduzione delle precipitazioni in primavera e in estate. Sono dati particolarmente significativi poiché necessari alle politiche di mitigazione del rischio alluvioni nelle stagioni invernali, così come alla gestione delle risorse idriche nelle stagioni estive e primaverili.

 

REPORT 

«Il benessere equo e sostenibile nelle città italiane: UrBes 2015». 

Recentemente è stato presentato dall'Istituto Nazionale di Statistica il nuovo Rapporto UrBes sul benessere equo e sostenibile nelle città italiane, allo scopo di fornire la consistenza degli equilibri nelle realtà urbane. Il progetto si inquadra nel dibattito internazionale sul necessario "superamento del PIL", alimentato dalla consapevolezza che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possano essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano tenere conto anche del contesto e delle dimensioni sociali e ambientali. Pertanto sono stati introdotti dei nuovi indicatori che concernono le rilevazioni ambientali e, in particolare, quelle relative al paesaggio, al patrimonio culturale e alla qualità dei servizi nelle città analizzate. Inoltre sono stati esaminati alcuni temi specifici (quali, ad esempio: la dispersione di acqua potabile, l'inquinamento acustico, gli orti urbani, il teleriscaldamento, le autovetture con standard di emissione obsoleti ecc.) ponendo anche attenzione ai diversi temi della mobilità urbana (piste ciclabili, aree pedonali, incidenti stradali, info-mobilità).

 

 

MAGGIO 2015 SA3

 

È pubblicato il terzo fascicolo del semestrale Sezione aurea: cultura, arte, ricerca, n. 3/2015 (gennaio-giugno 2015). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

ARTE / GRANDI EVENTI

«Adolfo Wildt (1868-1931): l'ultimo simbolista».

Impegnato nel superamento della plastica ottocentesca a favore di un complesso recupero della scultura antica resa attuale dal confronto con le correnti artistiche più avanzate del suo tempo, Wildt è uno scultore milanese di grande talento e perizia tecnica. Con singolare magistero perviene a esiti raffinatissimi, dove i materiali lapidei sono levigati a tal punto da sembrare avorio o porcellana, e gli effetti chiaroscurali sono attentamente progettati. Nella seconda metà del Novecento molta storiografia critica ne ha deliberatamente indebolito la figura eminente, affievolendone la memoria sino all'inverosimile. Le ipotesi che tentano di spiegare tale atteggiamento ne ravvisano le scaturigini politiche ostili, contrapponenti e divisive: i committenti di Wildt infatti furono i più noti esponenti del Regime, e anche Mussolini venne raffigurato in diverse opere allora celeberrime. Proprio per tale ragione, negli anni della seconda metà del Novecento Wildt è stato condannato a un destino di damnatio memoriae e sfortuna critica che lo ha travolto. Sull'opera di Wildt oggi è in fase di preparazione alla Galleria d'Arte Moderna di Milano una mostra monografica: la rassegna, curata dalla Galleria d'Arte Moderna in collaborazione con il Museo d'Orsay di Parigi, è prevista per il prossimo autunno e si potrà visitare sino al mese di febbraio 2016.  

 

SEMIOTICA E LINGUAGGI INTERMEDIALI

«Semisimbolismo, figuralità, tensione in stralci di cinema, tra pittura e musica».

Nicola Maria Dusi (Ricercatore presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) sottopone ad analisi testuale cinematografica tre esempi che rivelano i problemi legati al mondo tensivo, ritmico e figurale di differenti film. Qui sono riscontrate questioni di efficacia simbolica, di effetti di presenza, di trasformazioni affettive e tensive dello spettatore di film di finzione molto diversi tra loro: una trasposizione che riprende l'universo figurativo di Dino Buzzati, ma riesce a dire dell'altro con modi ritmici e figurali (Il deserto dei Tartari); un musical che riapre la rete di rinvii alla pittura e all'opera lirica, cercando un effetto di presenza e di coinvolgimento dello spettatore che vada al di là del racconto immediato (Jesus Christ Superstar); e, infine, un film che insegue le acrobazie urbane degli skaters costruendo ritmi e percezioni contrastanti per scardinare le aspettative dell'osservatore (Paranoid Park). Sono altrettanti modi del figurale, modi del tensivo e del ritmico, letti dall'Autore a partire da alcune proposte di A.J. Greimas, di G. Deleuze, di J. Fontanille ecc., ma con l'intenzione di andare oltre.

 

ESTETICA E FILOSOFIA DELL'ARTE

«I colori del pensiero: tra estetica, filosofia e pittura, da Botticelli a Warhol».

Se a titolo dimostrativo si considerano alcuni esempi tratti dal vastissimo repertorio delle arti visive del Novecento, non v'è dubbio che tali opere siano belle soltanto in senso equivoco, ossia in modo del tutto diverso dalla bellezza riscontrata in altre cronologicamente anteriori. Tuttavia, già prima del Novecento (secolo considerato brutto per definizione) è dato costatare che il rapporto fra arte e bellezza non è così ovvio e inerte come si sarebbe indotti a credere. La stessa civiltà greca, infatti, disconosce all'arte qualunque relazione privilegiata con la bellezza. Per i greci, anzi, la natura (e non l'arte) è bella. In tal modo essi assegnano valore necessario e universale a un dato molto contingente e particolare, tutto umano e dovuto alla nostra fisiologia sensoriale in virtù della quale siamo attirati dalle cose ordinate, ben formate, simmetriche, ritmiche, armoniche; dai colori complementari; dalle superfici compatte; dai suoni che si ripetono ecc. Lo storico della filosofia Gianluca Riccadonna ripercorre le trame evolutive della concezione estetica e rileva che la pittura ben si presta a porre in evidenza il nesso problematico, e proprio per questo speculativamente fecondo, tra filosofia e arte; o, meglio: fra quest'ultima e il concetto di bellezza.

 

LUOGHI DELLA RICERCA SCIENTIFICA

«Nuove testimonianze raccontano l'eruzione del Vesuvio del marzo 1944». 

Elena Cubellis, Ricercatore Geofisico presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Sezione di Napoli – Osservatorio Vesuviano) descrive le vicende storiche che hanno condotto alla istituzione dell'Osservatorio Vesuviano, e afferma che sull'ultima eruzione del Vesuvio (1944) esistono molteplici testimonianze dirette. In tali resoconti, forniti anche dopo oltre sessanta anni, sono confluite sia la lettura contemporanea dell'evento, e sia la revisione di tale lettura (determinata dall'evoluzione del pensiero stesso del testimone sul fenomeno) a causa del lungo lasso di tempo trascorso dopo l'eruzione. La ricerca sulle testimonianze di quanti avevano osservato l'evento del 1944 in luoghi distanti dal vulcano, o vissuto gli effetti poiché direttamente coinvolti, intende raccogliere dati e narrazioni delle caratteristiche rilevate nelle diverse fasi allo scopo di incrementare la documentazione su questo avvenimento, in quanto conclusivo del lungo periodo di attività persistente iniziata nel 1631.

 

SCIENZE DELL'EDUCAZIONE – I

«La "Rinnovata" di Giuseppina Pizzigoni, e la rifondazione del modello pedagogico».

Giuseppina Pizzigoni (1870-1947), ideatrice e fondatrice della Scuola "Rinnovata" di Milano, con competente risolutezza agli inizi del secolo scorso ha elaborato un innovativo metodo didattico che tuttora è realtà concreta. Il suo programma, inteso a un perfezionamento dei criteri di insegnamento per la scuola primaria, era stato avvalorato e confortato dagli esiti dei suoi viaggi di studio compiuti all'estero per verificare personalmente le prassi più progredite utilizzate nei piani didattici per l'infanzia. Fondato sul concetto di etica del lavoro (da non intendersi in senso produttivistico e di anticipazione alla vita adulta, ma piuttosto come attività fattiva orientata a un fine) e sulla pluralità delle materie di insegnamento e degli interventi educativi, il metodo pizzigoniano persegue una educazione "completa" e si propone di combattere il verbalismo scolastico; concepisce come basilare nel percorso educativo l'attività fattiva dei bambini; mantiene una grande attenzione verso la personalità dei singoli alunni, senza tralasciare il valore della collettività; intende educare il bambino nella sua globalità, senza dimenticare le sue esigenze psicofisiche.

 

SCIENZE DELL'EDUCAZIONE – II

«La Rinnovata Pizzigoni: "Ecco tracciato, per sommi capi, il piano della nuova Scuola"».

Anche alla luce del feroce dibattito attualmente ancora in essere e vertente sulla (ennesima) riforma della Scuola, abbiamo ritenuto opportuno presentare una felice e rara esperienza didattica dovuta alla celebre pedagogista milanese Giuseppina Pizzigoni, della quale si riporta, in versione integrale, il suo Discorso tenuto nel marzo 1911 con lo scopo di illustrare il proprio innovativo sistema metodologico orientato alla riforma della Scuola, definita "vecchia, fossilizzata". Con questo fondamentale Discorso prende avvio ufficialmente il percorso dell'eccezionale impresa pedagogica, culturale e sociale che, nello stesso anno, porterà alla istituzione della "Rinnovata" di Milano, ossia la scuola contraddistinta dal metodo sperimentale pizzigoniano: l'unica struttura scolastica dove questa efficace ed evoluta teoria pedagogica viene applicata, con successo, da oltre un secolo. 

 

SCIENZE DELL'EDUCAZIONE – III

«Il Metodo Pizzigoni oggi, e presentazione della "Rinnovata"».

Franca Zuccoli, presidente dell'Opera Pizzigoni (istituita presso la "Rinnovata" di Milano), illustra la storia della scuola, gli elementi qualificanti del metodo pedagogico in essa adottato, la considerevole articolazione dell'offerta formativa e l'organizzazione delle lezioni e degli spazi (che non sono destinati soltanto alle aule, ai refettori, alle palestre, ai laboratori e alle sale riunioni). L'ambiente qui è inteso in tutte le sue valenze e accezioni, e riveste importanza fondamentale poiché diviene occasione di apprendimento. A tale riguardo si evidenzia infatti il valore conferito anche alle aree di pertinenza esterne all'edificio, essenziale corredo della didattica; tali spazi comprendono i cortili destinati al gioco; il giardino; la piscina; la serra coperta e riscaldata; il campo di calcio; il padiglione di agraria (in cui sono ubicate alcune aule; un laboratorio/biblioteca dove i bambini possono consultare testi scientifici su tale materia; un locale destinato agli usi di cucina); e, inoltre, una casa colonica dove risiede il fattore, perfettamente operativa e completa di stalle e magazzini. 

 

 

DICEMBRE 2014  AA6 

 

È pubblicato il sesto fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre ottobre-novembre-dicembre 2014). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«Territori fragili: presentato il piano nazionale contro il dissesto idrogeologico», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Fin dal mese di settembre, e poi anche in ottobre e in novembre, all'arrivo dell'autunno e delle precipitazioni piovose si sono già registrate esondazioni e alluvioni su una porzione vasta del territorio nazionale (che, in particolare, ancora una volta hanno riguardato la Toscana e la Liguria), con conseguenti danni rilevantissimi. Un esempio emblematico in tal senso è rappresentato dal recente evento calamitoso che ha coinvolto diverse zone di Genova e provincia tra il 9 e il 10 ottobre 2014, la cui prima causa scatenante deve essere certamente rintracciata nelle precipitazioni piovose e nella esondazione del torrente Bisagno e di altri corsi d'acqua. Ma la vera ragione di tale esondazione è storicamente nota, e si radica nelle erronee valutazioni effettuate dai tecnici incaricati agli inizi del XX secolo. Nel merito della questione Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente, sostiene molto opportunamente che tali eventi calamitosi devono offrire spunti di riflessione sui comportamenti tenuti, su quanto è accaduto fino a oggi, e su cosa si possa fare per invertire la rotta. L'Editoriale ripercorre le vicende e le responsabilità causali e storiche che hanno prodotto le criticità ambientali dell'area genovese, e inoltre illustra il nuovo piano nazionale 2014-2020 presentato lo scorso mese di novembre e finalizzato alla mitigazione del rischio idrogeologico.

 

STRUMENTI INNOVATIVI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO

«Il sistema di allarme idrogeologico immediato per la mitigazione del rischio prodotto da fenomeni meteorologici intensi nelle aree urbane: il recente caso di Genova».

Nell'articolo sono compendiati i risultati conseguiti con lo studio sviluppato sul recente caso genovese, nelle zone devastate dalle inondazioni e dai detriti. Franco Ortolani (già docente presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II"), Alberto Fortelli (Ricercatore presso il medesimo ateneo) e Silvana Pagliuca (Ricercatore CNR-ISAFoM Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo) suggeriscono di approntare un sistema di allarme immediato idrogeologico che consentirebbe di impedire nuove vittime. L'elemento di importanza strategica emerso dalla ricerca è la capacità di individuare l'inizio della tempesta analizzando la morfologia della curva di pioggia che ha caratterizzato i diversi eventi. Gli Autori illustrano i passaggi cruciali e le strategie di difesa: è possibile e doveroso realizzare un sistema di allarme idrogeologico immediato che consenta di individuare sul nascere l'inizio dei nubifragi, onde poter attivare il piano di protezione dei cittadini con l'evacuazione delle parti urbane che potrebbero essere invase da improvvisi deflussi liquidi o fluido-fangosi.   

 

AMBIENTE URBANO

«La qualità dell'ambiente urbano in Italia».

Le città sono il luogo della frammentazione dei processi, della complessità delle relazioni, delle contraddizioni di una società sempre più tecnologica, e nel nostro territorio la continua espansione degli organismi urbani ha generato dinamiche sociali e impatti ambientali che hanno modificato, e non sempre in meglio, l'evoluzione storica e civile del Paese. Approfondire la qualità della vita dei cittadini, allo scopo di soddisfarne le diverse istanze, rappresenta pertanto una operazione essenziale per i decisori e gli amministratori locali. Con tali finalità, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA ha dato vita al progetto "Qualità ambientale delle aree urbane italiane", e l'annuale Rapporto ISPRA Qualità dell'ambiente urbano ne restituisce le analisi con l'obiettivo di elaborare una informazione condivisa, oggettiva e solida dal punto di vista tecnico-scientifico, indispensabile strumento di supporto alla pianificazione e alla gestione dell'ambiente urbano. L'articolo illustra i dati restituiti nel Rapporto, al quale è associato un ulteriore documento: il Focus inerente Le città e la sfida dei cambiamenti climatici, in cui viene proposto un repertorio di visioni, iniziative e politiche per la riduzione dei gas climalteranti, e per l'adattamento delle nostre città ai cambiamenti climatici.     

 

DOSSIER CLIMA

«La Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici».

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM, Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia), nel dicembre 2014 ha reso note le risultanze degli studi inerenti i cambiamenti climatici del nostro Paese con i tre importanti documenti tecnico-scientifici di supporto alla «Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici». Si tratta del fondamentale Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici in Italia (MATTM, Roma 2014, pp. 878); della Analisi della normativa comunitaria e nazionale rilevante per gli impatti, la vulnerabilità e l'adattamento ai cambiamenti climatici (MATTM, Roma 2014, pp. 155); e inoltre degli Elementi per una Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (MATTM, Roma 2014, pp. 245). Sono documenti ponderosi che rivestono grande interesse, e in particolare il Rapporto... è l'esito del contributo dei maggiori istituti ed enti di ricerca, università e fondazioni competenti in materia, coordinati dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Tale documento, nei suoi molti capitoli e sezioni tematiche, restituisce le analisi svolte sulle variabilità climatiche (passate, presenti e future), gli impatti e le vulnerabilità nel nostro Paese. In considerazione del consistente spessore scientifico e culturale che connota tali documenti, riteniamo doveroso contribuire alla loro divulgazione con il presente Dossier, strutturato con una assai cospicua selezione di brani estratti dai tre documenti (non depauperati con una parafrasi riepilogativa, ma riportati nel loro testo integrale) che compongono il corpus tecnico-scientifico della Strategia, nonché integrato con il quadro completo della normativa europea di riferimento.

 

 

OTTOBRE 2014 SA2 

 

È pubblicato il secondo fascicolo del semestrale Sezione aurea: cultura, arte, ricerca, n. 2/2014 (luglio-dicembre 2014). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

ARTE / GRANDI EVENTI

«Giovanni Segantini (1858-1899): ritorno a Milano».

Per decenni trascurato dalla storiografia critica (e ancora pervicacemente assente finanche in taluni testi di storia dell'arte adottati nelle scuole italiane), in vita il pittore trentino Giovanni Segantini raccolse grande fama e consensi internazionali. Occorre rimarcare che, comparando i soggetti dipinti da Segantini con certune opere del Realismo europeo, si può rilevare un atteggiamento profondamente diverso da quello di altri artisti quali, ad esempio, Gustave Courbet che rappresenta i suoi "Spaccapietre" del 1849 senza alcuna intonazione partecipativa alle vicende umane ritratte; e anche Vincent Van Gogh ne "I mangiatori di patate" con spirito distaccato narra di una umanità abbrutita. Nelle opere di Segantini traspare, invece, un sentimento di partecipazione e una autentica benevola considerazione per i soggetti che ritrae. Le sale di Palazzo Reale a Milano fino al gennaio 2015 ospitano un allestimento espositivo antologico delle opere di Segantini: a partire dai suoi esordi milanesi, le otto sezioni di questa mostra sviluppano aree tematiche di grande interesse, ciascuna delle quali è dedicata a un peculiare aspetto della sua produzione artistica.

 

STORIA DELLA MEDICINA

«Emancipazionismo femminile e fisiologia scientifica ottocentesca».

Fino a pochi anni fa la storia delle donne era tracciata soltanto in subordine alla storia degli uomini o, al più, era la commemorazione di quelle considerate "migliori" (dagli uomini). Il cammino che si deve compiere per conoscere certi aspetti pure molto interessanti non è breve, e richiede di inoltrarsi su percorsi non ancora del tutto perlustrati e dei quali non si è colta tutta la complessità. Entrando nelle vicende della storia dell'emancipazionismo femminile ottocentesco con le chiavi di lettura della Medicina, emerge il ritratto di una società che, mentre operava per modernizzarsi, nel trattare delle istanze e dei diritti delle donne si perdeva ancora negli intrecci di diverse ideologie: culturali, religiose e, purtroppo, anche scientifiche. Giuseppe Ottavio Armocida (medico, specialista in Psichiatria, in Psicoterapia, e in Medicina Legale, presidente della Società Italiana di Storia della Medicina, e docente presso l'Università degli Studi dell'Insubria) illustra come la Medicina dei primi anni dell'Ottocento fosse ancora imprigionata nelle paradossali teorie dei sistemi relativi alle caratteristiche della natura umana.

 

PENSIERO PEDAGOGICO – I

«Dell'Amicizia. (Lettura morale per le adolescenti del XIX secolo)».

Poiché precisamente citata nella precedente Sezione (Storia della Medicina), dove viene definita una delle più lodate scrittrici dell'Ottocento, la letterata e pedagogista Caterina Franceschi Ferrucci (1803-1887) viene qui presentata attraverso un suo scritto oramai del tutto obliato. Si tratta della versione integrale di un capitolo appartenente alla fortunata opera Una buona Madre: letture morali per le Giovanette, nella seconda edizione riveduta e corretta dall'Autrice (1885). Tale considerevole componimento osserva e indaga ogni aspetto dell'animo umano allo scopo di elaborare una teoria educativa dichiaratamente orientata al perseguimento della "perfezione" del comportamento. Sorprende l'attualità che intride questo scritto, ove tra l'altro viene restituita anche la temperie sociale e politica del periodo. In quel tempo, per certi versi ancora eroico poiché contiguo agli aneliti risorgimentali, purtroppo il nostro Paese dava di sè una immagine assai modesta (qui da intendersi nell'accezione deteriore) testimoniando di non rifulgere certo per valori morali. Come sovente accade in questa nostra contemporaneità, anche negli anni postunitari si auspicava infatti il declino del potere dei cittadini disonesti che imperversavano sulla giovane nazione italiana, nuova ma derisa poiché, fin da allora, ritenuta "agonizzante", "depressa" e "degenerata". Per tale ragione gli intellettuali vagheggiavano la palingenesi etica, con aspettazione fiduciosa di un ritorno alle virtù, al rigore e ai fasti conseguenti, sia per dignità di patria e sia per finalmente inibire la desolante "pietà insultatrice" degli stranieri che apertamente già teorizzavano la decadenza e la prossima fine, ingloriosa, dell'Italia. 

 

PENSIERO PEDAGOGICO – II

«Caterina Franceschi Ferrucci (1803-1887). Note biografiche».

Sono ripercorse in sintesi le vicende umane e l'impianto speculativo pedagogico di Caterina Franceschi Ferrucci, e inoltre sono forniti i regesti della sua produzione letteraria ripartiti per area tematica: scritti sull'educazione, scritti politici, poesie patriottiche, scritti letterari in versi e in prosa, epistolari. Caterina, nota anche per essere la prima donna nominata Membro corrispondente dell'Accademia della Crusca (1871), si profuse nella divulgazione degli ideali risorgimentali e operò per educare le madri italiane conformemente a tali nuovi valori con un metodo educativo che integra il pensiero di Vincenzo Gioberti. I libri di Caterina Franceschi Ferrucci sono una costruzione teoretica e una trattazione sistematica dell'educazione femminile dal punto di vista della nuova filosofia idealista, per una missione civile da compiersi nel periodo eroico del Risorgimento; sono un capitolo di pedagogia giobertiana implicito nel pensiero di Gioberti, che il Maestro stesso le riconobbe. Caterina morì a ottantaquattro anni, e per sua espressa volontà ebbe funerali umilissimi. Tuttavia sul suo feretro venne deposta dai familiari una onorificenza che, per modestia e sobrietà, mai aveva voluto indossare: la decorazione dell'Ordine Imperiale di Guadalupa, conferita nel 1866 da Ferdinando Massimiliano d'Asburgo-Lorena, imperatore del Messico, agli italiani illustri (tra i quali Massimo D'Azeglio e Giuseppe Verdi); e tra questi ventisei italiani, una sola donna: Caterina Franceschi Ferrucci.

 

FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

«Breve storia della teoria del linguaggio e divagazioni sulla parola».

Nella babele di oggi, il linguaggio è sommerso nell'intreccio di codici e di segni: tutto è espressività ma non espressione, figurazione fittizia e non rappresentazione cosciente. Si è alla ricerca dei valori di senso; e se questi si perdono nell'interiorità di ciascuno, quando anche emergono oramai non si sa come comunicarli. Il linguaggio parla e ci usa in qualche modo, ma il parlare non finisce in ciò che è stato detto: in ciò che è stato detto il senso resta conservato, custodito, e perdura in quella che possiamo definire una sua essenza. Il linguaggio ci parla e noi parliamo attraverso di lui, mettendoci alla prova nell'indagare e far riemergere la nostra natura di persone che interrogano, riflettono, fanno sorgere pensieri ed emozioni. Ciò accade per il fatto che è divenuta prevalente la soggettività, la chiusa individualità, afferma il glottologo Alberto Cucchi che qui ripercorre e illustra le trame evolutive della teoria del linguaggio.

 

TENDENZE E DIDATTICA – I 

«Gli I.S.A. e l'istruzione superiore artistica: fine di un'esperienza, o salvaguardia e riqualificazione?».

Giunge a completamento la riforma dei Licei disposta nel 2010, una riforma che ha ridisegnato l'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola secondaria di secondo grado. Per l'istruzione artistica l'intervento è stato radicale: di fatto scompare la figura professionale o pre-professionale che veniva formata negli Istituti Statali d'Arte, ed è cancellato questo modello educativo consolidato. Tuttavia resta un vuoto nell'ambito dell'organizzazione del lavoro e della produzione nell'artigianato, e ciò richiede una riflessione approfondita. Per quale ragione è stata decretata la definitiva cessazione degli I.S.A.? Gli architetti Guido Soroldoni (dirigente scolastico del Liceo Artistico Villa Reale di Monza, e vicepresidente di ISAlife) e Pier Giuseppe Guzzetti (docente nel Liceo Artistico Villa Reale di Monza, e coordinatore nazionale di ISAlife) commentano le evidenti criticità introdotte dalla recente riforma dell'istruzione artistica superiore, rilevando come sia urgente individuare i possibili correttivi da apporre alla riforma stessa.  

 

TENDENZE E DIDATTICA – II 

«Prefigurare il domani per la formazione in campo artistico».

L'architetto Guido Soroldoni (dirigente scolastico del Liceo Artistico Villa Reale di Monza, e vicepresidente di ISAlife) esprime una riflessione impostata sulle proprie esperienze maturate in ambito scolastico dopo l'introduzione della riforma disposta nel 2010. Da tali esperienze si è già resa palese l'importanza di orientare maggiormente la formazione in campo artistico verso la didattica laboratoriale, utilizzando le più aggiornate opportunità offerte dalla tecnologia anche con momenti formativi particolarmente dedicati all'osservazione e all'uso delle tecniche della rappresentazione. Emerge evidente che, del modello educativo pre-riforma, occorre recuperare quel cospicuo rapporto fra didattica in aula e mondo esterno, fra scuola e lavoro, fra territorio e formazione, evitando le eccessive parcellizzazioni e i frazionamenti. Con lo scopo precipuo di far cogliere ogni opportunità utile nel percorso formativo di ogni studente.   

 

LETTURE FILOSOFICHE 

«L'arte è condannata al cinismo? (Essere ottimisti è da criminali)».

Per il fatto che le opere d'arte "uccidono" ciò che rendono oggettivo, strappandolo all'immediatezza della propria vita, per tale ragione la loro stessa esistenza si nutre di morte; e, in particolare, le opere d'arte moderna, quelle che si abbandonano mimeticamente alla reificazione. Tuttavia l'arte rappresenta anche ciò che non si lascia organizzare, sebbene ogni opera d'arte sembri possedere un aspetto conservatore che aiuta a rafforzare le sfere dello spirito e della cultura, la cui impotenza e la cui complicità con le scelte sciagurate della storia si espongono a nudo. L'arte è condannata al cinismo: nel panorama culturale faticosamente ricostituitosi dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, con la sua pura e semplice esistenza l'arte assume, nei confronti di ogni materialità, una connotazione assolutamente ideologica. In versione particolarmente estesa, la recensione curata da Erminio Ferrucci presenta il libro di Gabriele Frasca in cui sono restituite le dissertazioni svolte durante il dibattito televisivo del 1968 al quale partecipò anche il filosofo, sociologo e musicologo Theodor Wiesengrund Adorno.

Th.W. Adorno, Essere ottimisti è da criminali. Una conversazione televisiva su Beckett, a cura di G. Frasca, Napoli, 2012.

 

 

SETTEMBRE 2014 AA5   

 

È pubblicato il quinto fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre luglio-agosto-settembre 2014). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«Il Vajont, dopo il Vajont», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Nel mese di settembre hanno già avuto inizio sui luoghi del Vajont gli eventi organizzati per la cinquantunesima commemorazione di quella tragedia, accaduta il 9 ottobre 1963: un "disastro evitabile", causato non solo dall'insufficiente competenza nelle scienze della terra; una catastrofe che, nel 2008, alla solenne apertura dell'anno internazionale del Pianeta Terra, l'Unesco poneva al primo posto tra i cinque "racconti ammonitori" sulle sventure che colpiscono la Terra uccidendo esseri umani e travolgendo città, culture, storie individuali e collettive. Connotato come il "classico esempio del fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che tentavano di risolvere", il disastro del bacino del Vajont ha conseguito dunque il peggiore tra i primati mondiali, essendo stato riconosciuto come la dimostrazione concreta di una stolta quanto criminale gestione del territorio e delle comunità sociali in esso insediate. L'Editoriale ne ripercorre l'intera vicenda, rammentando inoltre che la geologia applicata è germinata a partire dal Vajont, e dopo il Vajont. Che è stato un punto di ripartenza sotto il profilo tecnico e tecnologico, scientifico e morale, e deve continuare a rappresentare un monito: quello di porre la scienza, la ricerca e la professione al servizio del Paese.

 

ARCHITETTURA

«Una casa dalle buone intenzioni: RhOME for denCity trionfa a la Cité du Soleil di Versailles».

In concorso con il progetto denominato RhOME for denCity, il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Roma "Tre" ha conquistato il primo posto, vincendo l'edizione Solar Decathlon Europe 2014: campioni del mondo in architettura sostenibile. RhOME for denCity è un prototipo realizzato e sviluppato a partire da esigenze concrete, orientate alla sostenibilità sia ambientale e sia economica: è una casa "per tutti", con una struttura architettonica compiuta che si concretizza nella forma archetipica della casa, negli spazi più tradizionali e radicati nella cultura dell'abitare, e che allo stesso tempo è flessibile funzionalmente e dimensionalmente, e risponde con rispetto e attenzione nei confronti dell'ambiente. Oltre al primo premio SDE 2014, con questo edificio il Team RhOME ha conseguito ulteriori speciali riconoscimenti, quali: premio "Social Housing per le nuove costruzioni"; premio per il "Lighting Design"; per il "Funzionamento della casa"; per "Efficienza energetica" e per "Sostenibilità". Al Team è stato inoltre attribuito il secondo posto nelle categorie "Social Housing", "Architettura", "Condizioni di comfort"; e il terzo posto nella categoria "Innovazione". Gli architetti Cristina Casadei e Luigi Franciosini (docente presso l'Università degli Studi di Roma "Tre", e responsabile della parte architettonica del progetto RhOME for denCity) nell'articolo illustrano questa importante esperienza progettuale indicando le finalità perseguite dall'edificio, ne precisano le ragioni sottese, il pluralismo degli apporti, le implicazioni culturali, la dimensione architettonica compositiva e distributiva, il sistema strutturale e i materiali, le peculiarità tecnologiche ecc. 

 

MOBILITÀ LENTA

«VENTO: il progetto della dorsale cicloturistica più lunga d'Italia che unisce VENezia a TOrino».

VENTO è il progetto di una dorsale cicloturistica che, correndo lungo gli argini del fiume Po, propone un collegamento lento tra Torino e Venezia con lo scopo di lanciare una nuova forma di turismo in Italia e rilanciare territori dimenticati che versano in condizioni di grande sofferenza. In Europa il turismo delle due ruote muove importanti economie e crea numerosi posti di lavoro: un potenziale ancora tutto da esplorare nel nostro Paese a causa della mancanza di infrastrutture di lunga distanza dedicate a questa pratica. Con tali premesse, VENTO si offre quale più lunga struttura ciclabile d'Italia e del sud Europa, e il modello culturale che anima questa proposta è proprio quello di rendere possibile la fruizione del territorio con una modalità adeguata a mettere in relazione persone, patrimoni e paesaggi, riabilitando un legame che nel tempo si è progressivamente allentato. L'urbanista Diana Giudici (che nel Team VENTO del Politecnico di Milano si è occupata di progettazione tecnica, ricerca e comunicazione) e l'ingegnere ambientale Lorenzo Cozzi (che ha collaborato al progetto occupandosi di governance e di analisi dei benefici economici generabili) nell'articolo illustrano i caratteri di questa infrastruttura cicloturistica concepita per la mobilità sostenibile, ne precisano le ragioni culturali che hanno motivato il tracciato di progetto, ne valutano le prospettive e il potenziale economico. 

 

FOCUS CLIMA

«2013: il segno dell'IPCC sul clima globale».

(Seconda e ultima parte).

Ispirata dalla pubblicazione del quinto Rapporto di valutazione (2013-2014) dell'Intergovernmental Panel on Climate Change IPCC sullo stato del clima, l'esposizione firmata dall'ingegnere Antonio Federico (presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile) passa in rassegna gli importanti risultati conseguiti dai diversi gruppi di lavoro, e inoltre illustra lo stato della crisi climatica in Italia. In considerazione della cospicuità e ampiezza che caratterizza la Relazione qui proposta dall'Autore, tale contributo è presentato suddiviso in due parti: la prima parte è già stata pubblicata dalla rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture, fascicolo n. 4/2014; e in questo fascicolo è pubblicata la seconda parte.

 

ESTIMO AMBIENTALE

«Il danno mancato come metodologia di valutazione della convenienza economica di politiche di prevenzione da eventi alluvionali».  

La necessità di tutelare i territori, le comunità sociali ivi insediate, e le risorse naturali, richiede un'attenzione particolare verso la problematica del danno ambientale e l'approfondimento della Disciplina estimativa, in quanto capace di fornire gli strumenti metodologici per stimare il valore dei beni privi di mercato e conseguentemente fornire indicazioni in termini di risarcimento. Affinché le valutazioni di danno non risultino sterili, ma siano in grado di fornire un contributo concreto alla salvaguardia delle risorse ambientali e alla valutazione delle trasformazioni territoriali, si richiede al valutatore di spostare l'attenzione dalla fase ex-post di un evento avverso a quella ex-ante, secondo i dettami del concetto di prevenzione. Si introduce pertanto il tema del cosiddetto danno mancato, quale strumento a cui ricorrere per dimostrare la convenienza economica delle politiche di tutela dell'ambiente. L'ingegnere Elisabetta Cimnaghi (Ricercatore presso l'Istituto Superiore sui Sistemi territoriali per l'Innovazione SiTI, Politecnico di Torino), illustra e approfondisce i diversi aspetti inerenti a tale rilevante tematica.

 

GEOLOGIA / PIONIERI – I

«Un geologo umanista: Antonio Lazzari (1905-1979)».

Viene qui ripercorsa la storia di un pioniere della ricerca petrolifera: Antonio Lazzari, a cui recentemente è stato intitolato il Museo Civico ospitato presso il castello aragonese di Castro, nel Salento. Lazzari, due volte laureato (in Fisica, presso l'Università degli Studi di Pisa; e in Scienze Naturali, presso l'Università degli Studi di Napoli), come geologo scelse di operare sul suolo albanese per l'Azienda Italiana dei Petroli d'Albania negli anni compresi tra il 1938 e il 1944. Rientrato quindi in Italia dopo aver subìto la confisca di tutti i beni personali, sarà chiamato in ruolo di geologo dirigente all'AGIP; e continuerà la propria importante attività di ricerca degli idrocarburi sul suolo italiano, sia come consulente e sia svolgendo anche attività didattica e di divulgazione scientifica presso l'Università degli Studi di Napoli. Presentando un corredo iconografico ancora inedito, il figlio Francesco De Sio Lazzari narra i momenti salienti delle vicende occorse al padre e ne restituisce il carattere, le aspirazioni, l'esperienza professionale e culturale.  

 

GEOLOGIA / PIONIERI – II

«Le ceneri dell'eruzione del Vesuvio del marzo 1944 raggiungono l'Albania».

Elena Cubellis, Ricercatore Geofisico presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Sezione di Napoli – Osservatorio Vesuviano) precisa le ragioni per le quali la busta contenente un campione delle ceneri del Vesuvio, raccolte in Albania da Antonio Lazzari nel marzo 1944, sia stata aperta ed esaminata soltanto nel marzo 2010. Pertanto è in virtù della perspicacia di Antonio Lazzari che è stato possibile studiare la facies distale dell'ultima eruzione del Vesuvio: il campione prelevato e conservato da Lazzari è stato sottoposto ad analisi di laboratorio geochimiche e tessiturali poi confrontate con i dati sulle diverse fasi dell'eruzione disponibili in letteratura, sia coeva che successiva. I risultati ottenuti da tali analisi hanno consentito agli scienziati di ricostruire i meccanismi eruttivi che culminarono nella fase parossistica dell'eruzione.

 

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

«Innovazione, trasferimento tecnologico e sviluppo: le imprese spin-off». 

Nel nostro Paese si registra una ridotta propensione al trasferimento tecnologico. Ciò deriva da molti fattori, tra i quali si può citare: la peculiarità del tessuto industriale, la non estesa collaborazione tra pubblico e privato, la difficoltà di accedere a specifiche e tempestive forme finanziarie di supporto, la non adeguata qualità del capitale umano se confrontata con quella di altri Paesi europei, la scarsa propensione all'investimento privato in capitale di rischio, l'eccessiva onerosità temporale e cartacea degli strumenti esistenti. L'ingegnere Teodoro Valente (docente presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove è Pro Rettore alla Ricerca, Innovazione e Trasferimento tecnologico) identifica le cause che determinano la ridotta propensione al trasferimento tecnologico in Italia, al fine di individuare alcune questioni decisive per la diffusione delle innovazioni tecnologiche e per la valorizzazione del capitale umano.

 

APPLICAZIONI AVANZATE NEI BENI CULTURALI

«ICT per il Cultural Heritage». 

La ricerca scientifica, le tecnologie, e le metodologie di intervento, costituiscono molto spesso attività di eccellenza nazionali e internazionali che vengono proposte come momenti di formazione e comunicazione. Anche gli aspetti connessi alla formazione tradizionale e a quella a distanza rivestono un ruolo di rilievo nelle attività che l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) svolge per il patrimonio culturale. Le analisi e le realizzazioni operate da Silvio Migliori et alii, che gli stessi ricercatori ENEA espongono in questo articolo, sono state prodotte per i musei, per la conservazione/restauro e per la fruizione dell'informazione culturale. In particolare, qui sono presentate le esperienze attuate per il miglioramento dello stato di conoscenza, di digitalizzazione e di fruizione di alcuni esempi del nostro patrimonio culturale attraverso l'implementazione del web semantico, delle tecnologie ICT e del calcolo scientifico ad alte prestazioni, operando anche rilievi tridimensionali di oggetti, architetture e siti archeologici.  

 

 

MAGGIO 2014  AA4

 

È pubblicato il quarto fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre aprile-maggio-giugno 2014). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«Quale riforma urbanistica», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Oramai da tempo appare come fondamentale premessa all'azione di piano una solida e dettagliata base di conoscenza sullo stato dell'ambiente, sulle diverse tendenze in atto, sulle criticità, sulle catene causali, sugli indicatori necessari a monitorare gli effetti del piano, per la costruzione dello scenario di riferimento. Ma, oltre a ciò e alle stringenti istanze imposte dalla sostenibilità, nella questione urbana nuovi orientamenti culturali indicano l'esigenza di una riconcettualizzazione che valuti nella complessità la visione d'insieme di globalizzazione e localismo, mutabilità e staticità, disuguaglianze e innalzamento del livello di coesione sociale; e che implichi, tra l'altro, la trattazione di ulteriori temi rilevanti come ad esempio la tutela dai rischi ambientali, la salvaguardia e il potenziamento delle risorse (con il recupero e le bonifiche dei suoli), la mitigazione dei disagi abitativi e lavorativi, la dotazione delle infrastrutture essenziali. Proprio in questo periodo la questione urbana e la riforma urbanistica sono poste al centro dell'attenzione e del dibattito: in questi giorni, infatti, è stata resa pubblica la bozza del disegno di legge che intende attuare la tanto auspicata riforma urbanistica, così finalmente adeguando il processo di pianificazione e programmazione territoriale alle urgenze della nostra contemporaneità. Nell'Editoriale sono riportati anche i contenuti di tale nuovo disegno di legge che, purtroppo, dimostra di essere soltanto un corpus ancora embrionale, disorganico e fortemente lacunoso.

 

PAESAGGIO

«Dalla memoria al paesaggio: note per un approccio olistico al territorio».

I punti salienti del dibattito disciplinare riferito alla conservazione dei beni paesaggistici sono qui ripercorsi dall'architetto Guido Montanari (docente presso il Politecnico di Torino, vicesindaco e assessore alle politiche urbanistiche del capoluogo piemontese). L'Autore rileva come, nel nostro Paese, nessun insegnamento sia stato tratto dalle sempre più frequenti tragedie legate al dissesto idrogeologico, dalla insufficiente qualità urbana dei nuovi insediamenti e dall'impressionante consumo di suolo, vale a dire dagli aspetti più riconoscibili di una colpevole incapacità di elaborare una visione politica complessiva e una gestione oculata anche del paesaggio. Tutto ciò ha contribuito a rendere il nostro Paese una sorta di "terra di conquista", dove l'ambiente e il territorio sono intesi da molti (imprenditori, politici e amministratori) come preda da saccheggiare, da cui trarre profitti immediati in spregio agli equilibri geologici e dell'habitat, nonché ai valori della vita umana e delle culture identitarie. Appare pertanto indispensabile l'affermazione di un nuovo approccio olistico che, oltre a tenere in conto gli aspetti economici e fisici del territorio, assegni rinnovata attenzione anche alla memoria e alla riconoscibilità, da parte dei cittadini, delle qualità sedimentate e delle vocazioni dei luoghi.  

 

GESTIONE DEL TERRITORIO

«Un esempio di integrazione tra uomo e natura: la candidatura MAB delle aree protette del Po e della collina torinese».

L'articolo è firmato dall'ingegnere Elisabetta Cimnaghi (Ricercatore presso l'Istituto Superiore sui Sistemi territoriali per l'Innovazione SiTI, Politecnico di Torino) et alii. Gli Autori illustrano il programma Unesco MAB (Man and Biosphere) e il ruolo delle aree protette nello sviluppo di un territorio, precisando inoltre le caratteristiche peculiari della collina torinese e le nuove proposte progettuali di un parco in ottica MAB, vale a dire in adesione alle indicazioni di tutela e valorizzazione del territorio anche per quanto concerne le Riserve di Biosfera.

 

FOCUS CLIMA

«2013: il segno dell'IPCC sul clima globale».

(Prima parte).

Ispirata dalla pubblicazione del quinto Rapporto di valutazione (2013-2014) dell'Intergovernmental Panel on Climate Change IPCC sullo stato del clima, l'esposizione firmata dall'ingegnere Antonio Federico (presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile) passa in rassegna gli importanti risultati conseguiti dai diversi gruppi di lavoro, e inoltre illustra lo stato della crisi climatica in Italia. In considerazione della cospicuità e ampiezza che caratterizza la Relazione qui proposta dall'Autore, tale contributo è presentato suddiviso in due parti: la prima parte è pubblicata in questo fascicolo, e la seconda parte sarà pubblicata dalla rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture nel fascicolo n. 5/2014.

 

FOCUS CLIMA

«I cambiamenti climatici: la sfida del XXI secolo».

L'ingegnere ambientale Stefano Caserini (docente presso il Politecnico di Milano) chiarisce la realtà scientifica del riscaldamento globale e le ragioni del forte ritardo delle relative politiche di mitigazione. L'Autore inoltre rimarca come la rimozione (o per lo meno la forte sottovalutazione su scala mondiale) del problema climatico sia dovuta al fatto che la verità "scomoda" del riscaldamento globale causato dalle attività umane dimostri l'ingiustizia su cui si regge l'attuale sistema economico, che consente l'accaparramento indebito di risorse scarse da parte di un numero relativamente ristretto di individui. E una risorsa scarsa è la capacità dell'atmosfera di assorbire i gas climalteranti. Pertanto la crisi climatica ripropone la domanda sul senso dell'inseguimento continuo della crescita delle produzioni e dei consumi della nostra società; e coinvolge un livello profondo della nostra vita, in quanto si tratta di ridefinire i limiti delle aspettative umane. Accettare la realtà del riscaldamento globale causato dalle attività umane richiede la capacità di critica verso i miti attuali, e richiede di riconoscere l'urgenza di grandi e necessari mutamenti tecnologici, culturali e sociali, non più procrastinabili.  

 

VIABILITÀ

«Progetto per un percorso ciclopedonale litoraneo tra Lavagna e Sestri Levante, nella Riviera di Levante».

Le piste ciclabili o ciclopedonali in Liguria sottostanno alle difficoltà che comporta l'attraversamento di un territorio aspro e montagnoso; perciò la mobilità ciclistica è un fenomeno diffuso solamente in alcune zone, in prevalenza lungo la costa o in qualche fondovalle come la valle del fiume Entella, detta della Fontanabuona. Le amministrazioni comunali di Lavagna e Sestri Levante nel 2013 hanno reso pubblico un concorso di progettazione avente per tema lo studio di un collegamento ciclopedonale tra le due località. La realizzazione di questo percorso si inserisce in un tessuto articolato, a completamento della connessione ciclabile già in parte realizzata o in fase di avanzata progettazione, in modo tale da costituire una rete di viabilità ciclistica tra le città più importanti della Liguria. L'ingegnere Donatella Mascia (docente presso l'Università degli Studi di Genova e Direttore Tecnico dello Studio di progettazione "Archimede Ingegneria e Architettura" di Genova) e l'architetto Alberto Boccardo (a Genova titolare di Studio di progettazione architettonica, restauro e conservazione) in questo articolo illustrano i principi ordinatori e gli elementi costitutivi del loro cospicuo progetto, dichiarato vincitore di tale concorso. 

 

ARCHITETTURA

«Concorso internazionale di progettazione: la ludoteca "Padiglione Infanzia" di Milano».

È stato scelto il progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione per il "Padiglione Infanzia" di Milano, concorso bandito nello scorso mese di dicembre. Selezionato tra oltre trecento proposte, il progetto è stato elaborato da un gruppo di tre architetti di Madrid: Esaù Acosta Pèrez (capogruppo), Alma Balmaseda Domìnguez, Ariadna Barrio Garrudo. L'edificio verrà inserito nel programma di trasformazione delle aree situate tra la zona cosiddetta Garibaldi-Repubblica e il quartiere Isola, nell'ambito del piano integrato di intervento. L'articolo illustra i caratteri dell'edificio che si dichiara fornito dei requisiti prestazionali postulati dal bando di concorso anche per quanto concerne la semplificazione manutentiva, il contenimento energetico e l'abbattimento dell'inquinamento acustico, e inoltre soddisfa tutti i seguenti criteri di valutazione: qualità compositiva e architettonica, funzionalità dell'organizzazione degli spazi interni e di quelli destinati per attività all'aperto, qualità dell'inserimento del "Padiglione Infanzia" nel parco denominato La Biblioteca degli Alberi e nel contesto di riferimento, qualità della proposta dal punto di vista della sostenibilità ambientale ed energetica, qualità delle soluzioni che favoriscono la riconoscibilità dell'edificio e l'ottimale accessibilità degli spazi interni.

 

ENERGIE RINNOVABILI

«Breve storia dell'uso dell'energia solare in Italia».

L'ingegnere Cesare Silvi (già presidente del CoNaSES Comitato Nazionale per la Storia dell'Energia Solare, e presidente del GSES Gruppo per la Storia dell'Energia Solare) da molti anni sostiene la necessaria riflessione su storia e cultura dell'energia solare, nella convinzione che, per un impiego diffuso di tale fonte nelle società industrialmente e tecnologicamente avanzate, con forti consumi energetici da fonti fossili e fissili, la maggiore sfida sia proprio quella di carattere culturale. Rammentando come il 2015 sia stato dichiarato "anno internazionale della luce", in questo contributo l'Autore tra l'altro ripercorre l'opera svolta dai pionieri dell'energia solare fin da XIX secolo; illustra le attività scientifiche svolte dal GSES; pone a confronto la cultura francese con quella italiana in tale specifico ambito, e chiarisce le finalità divulgative perseguite con l'evento espositivo denominato "Le città solari dal passato al futuro: scoperte scientifiche e sviluppi tecnologici". 

 

DIRITTO AMMINISTRATIVO / EDILIZIA E URBANISTICA

«La sicurezza sismica: alcune considerazioni del giurista». 

L'avvocato Federico Gualandi (docente presso l'Università IUAV di Venezia) in questo contributo sviluppa una serie di riflessioni concernenti la questione della sicurezza sismica, un tema che in genere viene insufficientemente trattato dai giuristi; e, qualora trattato, viene parzialmente affrontato e sviluppato soltanto alla scala edilizia. Ma la sicurezza sismica rappresenta oggi un nuovo "bene comune", come l'ambiente e il paesaggio, la cui tutela viene affidata dalla Costituzione a tutte le articolazioni istituzionali della nostra Repubblica, chiamate a cooperare in modo sinergico per garantire questo bene che, come la recente esperienza del terremoto in Emilia dimostra, ha strettissima attinenza con il diritto alla libertà e alla autodeterminazione dei cittadini. Rimarcando l'importanza di un approccio diverso e sistemico, nel testo qui pubblicato l'Autore presenta alcune riflessioni in tal senso, evidenziando gli aspetti di maggiore interesse sotto il profilo giuridico.

 

LIBRI

«Linee guida per gli studi ambientali connessi alla realizzazione di opere di difesa costiera». 

La fascia costiera mediterranea è caratterizzata da paesaggi di singolare valore naturalistico e da un elevato numero di ambienti particolarmente rilevanti in termini di biodiversità e complessità funzionale, e al contempo alquanto sensibili e fragili. Essa ospita aree attrattive sulle quali insistono importanti e numerose attività economiche, quali: porti, industrie, strutture turistiche e ricettive, infrastrutture. Essendo per definizione l'interfaccia terra-mare, la fascia costiera costituisce una delle zone più critiche e soggette a degrado ambientale, sia per gli interessi conflittuali che vi si accentrano e sia per la fragilità tipica di ogni ambiente di transizione. Elaborata in versione particolarmente estesa, questa recensione illustra le recenti Linee guida pubblicate dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA; sono Linee guida che consentono di identificare a priori i potenziali tipi di impatti attesi sull'ambiente ecc., e pertanto rappresentano uno strumento efficace di supporto alla normativa vigente in materia di Valutazione di Impatto Ambientale VIA connotandosi come un indispensabile ausilio per le pubbliche amministrazioni e per i tecnici incaricati alla redazione degli studi relativi alla VIA.

D. Paganelli et alii, Linee guida per gli studi ambientali connessi alla realizzazione di opere di difesa costiera, Manuali e Linee Guida ISPRA 105/2014, Roma, 2014. 

 

 

MARZO 2014 AA3   

 

RISCHIO VULCANICO

«VESUVIO 1944-2014: SCENARI ERUTTIVI E LIVELLI DI ALLERTA».

ATTI DEL CONVEGNO

 

È pubblicato il terzo numero della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre gennaio-febbraio-marzo 2014). Il fascicolo, eccezionalmente di carattere monografico, è interamente dedicato alla gestione del rischio vulcanico nel settantesimo anniversario dell'eruzione del Vesuvio (marzo 1944). Gli scienziati dell'Osservatorio Vesuviano e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno organizzato un rilevante evento culturale costituito da un Convegno e da un Forum che si configurano come pretesto non meramente commemorativo, ma bensì doveroso e imperativo per un raffronto delle tesi e degli esiti che la ricerca scientifica ha conseguito in relazione alle nuove frontiere della vulcanologia. Gli Atti del Convegno sono integralmente pubblicati dalla rivista L’Ambiente antropico: territori, città, architetture che presenta i contributi elaborati dai relatori, autorevoli esperti nel campo della geofisica e della vulcanologia; e che, inoltre, all'interno della Sezione Forum riferisce la serie di considerazioni sul rischio vulcanico espresse dalle eminenti personalità del mondo della cultura e della ricerca scientifica che sono state invitate a partecipare: L. Civetta, E. Cosenza, E. Cubellis, G. De Natale, E. Ferrucci, P. Gasparini, P. Greco, S. Gresta, U. Leone, G. Luongo, G. Macedonio, M. Martini, A. Marturano, L. Pappalardo. In Appendice di fascicolo viene infine riportato il testo integrale della recentissima Direttiva "Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio" (14 febbraio 2014).  

 

Recensito anche dal periodico mensile Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, il fascicolo monografico n. 3/2014 della rivista L’Ambiente antropico: territori, città, architetture ha conseguito interesse e apprezzamenti rilevanti tra la comunità scientifica. Pertanto desideriamo qui esprimere gratitudine a quanti, comprendendo il nostro progetto editoriale, il nostro impegno e le nostre finalità, ci hanno dedicato considerazioni favorevolissime (e, tra questi accenti elogiativi, alcuni sono poi particolarmente appassionati e minuziosi, finanche sul Web). A puro titolo esemplificativo doverosamente segnaliamo il breve stralcio qui di seguito riportato:

«Già dalle informazioni che avevo ricavato dalla brochure di lancio, l'iniziativa editoriale si annunciava degna di assurgere a formidabile strumento di divulgazione delle problematiche scientifiche e di protezione civile associate al Vesuvio. Adesso, leggendone i contenuti (…), si può ben affermare che questa Monografia non è l’ennesima pubblicazione di carattere puramente commerciale di spettacolarizzazione della Scienza, bensì è stimolo al mondo dell’Informazione affinché trasferisca correttamente alle comunità esposte tutte quelle informazioni necessarie ad alimentare quella cultura della sicurezza che, ahimè, appare del tutto assente sul territorio. La scelta di restituire alle popolazioni vesuviane i risultati dell’incessante dibattito scientifico sull’evoluzione dello stato del Vesuvio e sulle disposizioni di aggiornamento del Piano Nazionale di Emergenza firmate lo scorso 14 febbraio dal Presidente del Consiglio dei Ministri, delinea e da parte editoriale e dalle parti scientifica e tecnico-logistica, la volontà di coinvolgere le comunità intorno al Vesuvio, migliorando l’osmosi tra istituzioni e cittadini». (Estratto dal periodico di cultura online Lapilli, 10 luglio 2014).

 

 

GENNAIO 2014  SA1 

 

Accogliendo le insistite richieste di coloro i quali hanno sollecitato la fondazione di un periodico concernente gli ambiti propri alle discipline umanistiche storiche, filosofiche, artistiche, alle scienze dell’educazione e alle scienze sociali, una nuova rivista che intenda affermare la centralità della ricerca scientifica e dell'informazione rigorosa per il progresso della società e con l'obiettivo di contribuire a creare una cultura diffusa del sapere, ha inizio la pubblicazione del periodico semestrale Sezione aurea: cultura, arte, ricerca (ISSN 2284-3841). La trasversalità delle competenze costituisce l'imprescindibile impianto metodologico anche di questo nostro nuovo strumento di riflessione che, già a partire dal primo fascicolo, dimostra la propria impostazione articolata in una mappa concettuale priva di dogmatismi e concepita come luogo di dibattito culturale polifonico. La rivista Sezione aurea: cultura, arte, ricerca presenta articoli, saggi, estratti di studi e ricerche scientifiche condotte con intransigente attenzione agli aspetti metodologici delle differenti discipline, al fine di favorire e documentare il confronto sulle ipotesi emergenti dalla densità dei contributi. Con riferimento al primo numero della rivista Sezione aurea: cultura, arte, ricerca (primo semestre gennaio-giugno 2014), di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

ANTROPOLOGIA CULTURALE

«Il mondo a rovescio e il tempo senza tempo: il significato simbolico del carnevale».

Sebbene trasgressivi, contestativi, talvolta violenti, nelle società tradizionali i riti dissoluti connessi al carnevale venivano comunque consentiti alle classi subalterne poiché avevano la funzione di "valvola di sfogo" pur rimanendo all'interno del "mondo alla rovescia" che si rappresentava, e che riproduceva capovolto il mondo quotidiano ma per poi tornare regolarmente allo stato di cose pre-esistente. La sospensione temporale del carnevale è come un "taglio" nel fluire del tempo e nel suo scorrere abituale, sia esso un tempo ciclico che si ripete in eterno, sia esso uno scorrere omogeneo verso una direzione secondo una freccia. Paolo Taroni (già docente presso l'Università degli Studi di Urbino) qui illustra l'origine e gli sviluppi di questa pseudo festività caratteristica, un non-tempo che interrompe bruscamente, ma soltanto provvisoriamente, le consuetudini del quotidiano.   

 

ARCHEOLOGIA 

«Il ritrovamento dell'antica strada Flaminia Militare».

Presentando gli esiti straordinari di una ricerca condotta sul territorio da due cultori della materia, i quali hanno portato alla luce l'effettivo tracciato della strada ubicata nell'appennino tosco-emiliano, l'architetto urbanista Erminio Ferrucci pone in evidenza il contesto storico e territoriale di questa leggendaria viabilità e ne illustra le ragioni e le funzioni, nonché il tracciato e le tecniche costruttive adottate. Con tale concreta realtà archeologica sono state invalidate definitivamente le annose teorie, destituite di ogni fondamento, congetturate dagli studiosi dell'ateneo bolognese che inspiegabilmente hanno voluto ignorare questa importantissima scoperta iniziata nel 1979 e avvalorata qualche anno più tardi dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. Infine anche il mondo accademico ha ratificato la scrupolosità e l'esattezza di tale ritrovamento archeologico, in particolare sancito nel 2012 dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

 

ARTE / GRANDI EVENTI

«Der Bozner Barockmaler: Ulrich Glantschnigg (1661-1722), il pittore barocco di Bolzano».

Nei prossimi mesi a Bolzano e a Bressanone sono in programma due eventi espositivi allestiti per celebrare Ulrich Glantschnigg, il pittore barocco che a Bolzano sarebbe stato lungamente attivo qui realizzando le sue opere più importanti. Pervenuto alla pienezza di uno stile che riscosse grande fortuna tra i contemporanei, Glantschnigg scelse di conferire particolare risalto non soltanto ai soggetti aulici e alle scene di carattere religioso, ma anche alla raffigurazione del lavoro e della vita quotidiana dei ceti subalterni. La mostra di Bolzano rappresenta un evento straordinario poiché, per la prima volta, sono esposte al pubblico le grandi tele che all'inizio del Settecento l'artista dipinse per alcune famiglie della borghesia bolzanina (tele tuttora appartenenti agli eredi della committenza originaria) dove risaltano evidenti gli elementi stilistici del post-caravaggismo.

 

CULTURA URBANISTICA

«Il progetto per il Foro Bonaparte: una grande concezione artistica, una saggia soluzione urbanistica».

L'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano ripercorre le complesse vicende progettuali del Foro Bonaparte (il cui studio di massima venne presentato a Napoleone nel maggio 1801), disegnato in dimensione talmente vasta da apparire fuori scala se rapportato alla maglia modulare del tessuto urbano milanese. Ma ciò diviene intelligibile qualora si comprendano le ragioni avanzate dal progettista Giovanni Antonio Antolini (1753-1841); e, pertanto, se si considera come tale complesso architettonico sia stato progettato per contenere edifici per la residenza, tutte le sedi destinate a ospitare le mansioni direttive e operative finalizzate alla gestione della cosa pubblica, e inoltre quelle concernenti i servizi urbani e le liturgie dal contenuto eminentemente celebrativo. Pertanto il Foro Bonaparte non si pone quale semplice piano di abbellimento e decoro urbano, ma è determinato alla comprensione dei nuovi bisogni espressi dalla collettività dai quali procedono nuove funzioni e conseguentemente nuove tipologie architettoniche come sintesi espressiva che, nella ricerca dell'invariante, sono attente alle componenti razionali, estetiche, etiche, iniziatiche, metastoriche e semiotiche; così come alle relazioni funzionali, strutturali, materiche, sintattiche e sintagmatiche. Questo saggio è stato selezionato e ammesso tra i finalisti del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2014 promosso dall'AIL Associazione Italiana del Libro, con il patrocinio del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche.

 

FILOSOFIA

«La trascendenza dell'ego, tra India e Occidente».

Il problema dell'identità personale, dell'unità di coscienza, resta attuale. Giacomo Foglietta, storico della filosofia, approfondisce la questione della riflessività, dell'Io che prende come interlocutore se stesso. È un problema che pone in discussione la nozione stessa di Io, e introduce l'idea di coscienza come risultato della dialettica interiore. La percezione immediata di noi stessi contrasta palesemente con la concezione moderna dell'individuo, che deriva fondamentalmente dalla visione cartesiana: l'individuo è composto di due sostanze, quella mentale (res cogitans) e quella fisica (res extensa), appartenenti a due domini separati. L'Autore conduce una disamina sul dibattito filosofico in tal senso, inoltre affrontando la concezione del principio soggettivo assoluto all'origine della filosofia indiana; la coscienza, e la teoria del non-sé inerenti alla dottrina buddhista.   

 

ORIENTALISTICA

«Traduzione dal sanscrito di alcuni passi del Rg Veda (testo sacro della tradizione brahmanica dell'India antica)».

Icilio Vecchiotti (1930-2000), già Direttore dell'Istituto di Filosofia dell'Università degli Studi di Urbino, è Autore degli esercizi di traduzione di alcuni frammenti del Rg Veda qui pubblicati. Lo scritto restituisce quattro capitoli inediti di tale materiale di studio dedicato alla filosofia brahmanica originaria.

 

RAPPRESENTAZIONI SCENICHE

«Riflessioni sul rapporto fra teatro e pittura nel '400: il caso di Vittore Carpaccio».

Nel Quattrocento, l'artista che meglio rappresenta la sovrapposizione di livelli culturali fra teatro e pittura è Vittore Carpaccio (1460-1526) nei suoi teleri dipinti tra il 1490 e il 1495, riferiti alle storie di Sant'Orsola e conservati presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia. Il ciclo, destinato alla Scuola della omonima confraternita, viene attualizzato da Carpaccio secondo la prassi dell'epoca in uno spazio e in un tempo a lui contemporaneo. Dunque è Venezia a fare da sfondo alla storia per cui l'artista offre, attraverso il racconto, uno spaccato di costume del tempo, della vita sociale, delle cerimonie pubbliche, dello spettacolo e del teatro. La storica dell'arte Franca Fossi sostiene la tesi che in questi teleri Carpaccio si allontani dai modi delle sacre rappresentazioni per esprimere un carattere maggiormente profano, relazionabile anche al più generale processo di laicizzazione che la raffigurazione di soggetto sacro subisce, un po' dovunque in Italia, sul finire del Quattrocento.

 

STUDI UMANISTICI

«Vittorino da Feltre: l'educazione umanistica e lo studiolo di Federico da Montefeltro».

Paola Belpassi (già docente presso l'Università degli Studi di Urbino) illustra i caratteri peculiari dell'insegnamento impartito da Vittorino, articolato in un unico corso di studi orientato alla formazione di personalità compiute e in grado di assolvere in modo ottimale anche le proprie funzioni civiche operando con misura, onestà e prudenza, secondo modelli forniti sia dall'esempio dell'educatore e sia dalla frequentazione con gli "spiriti magni" dell'antichità. Federico da Montefeltro, futuro duca di Urbino, dal 1433 fu un giovane allievo di Vittorino, e osservando la mirabile narrazione figurativa che si sviluppa lungo le pareti del suo celebre studiolo è possibile comprendere il percorso formativo che lo ha condotto a essere ciò che egli è nella sua maturità: ossia un principe che, non soltanto attraverso l'esercizio delle armi, ha realizzato la costruzione di una città alla quale sovrintende con un governo ispirato ai più elevati valori intellettuali e morali della civiltà occidentale.

 

TENDENZE E DIDATTICA

«Dalla Scuola per il Mosaico di Ravenna al Liceo Artistico "Nervi Severini"».

Marcello Landi (dirigente scolastico del Liceo Artistico "Nervi Severini" di Ravenna) illustra l'offerta formativa del Liceo Artistico "Nervi Severini" di Ravenna e inoltre ripercorre la cronistoria dell'esperienza effettuata dalla locale Scuola per il Mosaico, sostenendo la tesi che i licei artistici debbano essere considerati promotori di cultura e di sviluppo economico. Infatti il mondo della cultura umanistica e quello dell'arte si configurano quali settori principali in cui, in Italia, l'investimento può offrire garanzie di ritorno anche economico e finanziario, oltre che intellettuale e di sviluppo civile e sociale. Pertanto l'investimento nella formazione potrebbe rappresentare una delle risorse più preziose per il nostro Paese dove la realtà dei licei artistici è in progressiva ampia trasformazione da anni, con un continuo aumento degli studenti iscritti e con una sempre maggiore consapevolezza dell'efficacia di una formazione artistica, letteraria e umanistica. Inoltre a Ravenna il corso di studi prevede anche l'insegnamento dell'arte del mosaico e ciò costituisce una ulteriore opportunità, rara anche a livello internazionale.

 

TRATTATISTICA

«Il tempo: realtà e conoscenza».

Un trattato come questo necessita non solo di una preparazione filologica di ampio respiro in ambito storico-filosofico, ma anche di competenze pluridisciplinari. Claudio Tugnoli dispiega una recensione, in versione particolarmente estesa, inerente il volume di Paolo Taroni che prende in esame le diverse concezioni del tempo, dai Presocratici fino ai nostri giorni. Una annotazione doverosa poi concerne anche la copertina del libro che riproduce un'opera realizzata da Marcello Landi nel 2002, L'ombra del tempo sostiene il mondo, raffigurante una sorta di mappamondo ricavato da una conchiglia su raso iridescente: il globo poggia su un piedistallo di fumo, a indicare la relatività del fondamento e, insieme, l'ombra del tempo; vale a dire il mistero del tempo la cui definizione sfugge e si confonde come il fumo nell'aria, ma la cui essenza, come quella del tempo, è la trasformazione incessante e il continuo mutamento e movimento.

P. Taroni, Filosofie del tempo. Il concetto di tempo nella storia del pensiero occidentale, Milano-Udine, 2012.

 

 

DICEMBRE 2013  AA2

 

È pubblicato il secondo fascicolo della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre ottobre-novembre-dicembre 2013). Di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi dei contributi ospitati nella rivista.

 

EDITORIALE

«La risorsa suolo rappresenta il cardine su cui poggiano gli equilibri indispensabili alla vita», a cura dell'architetto urbanista Maria Giulia Marziliano (Direttore Editoriale). Nel nostro Paese, dove la pianificazione urbanistica si è espressa frequentemente con gravi carenze, troppo spesso la scienza del suolo è stata ignorata; e la risorsa suolo è stata vilipesa, sebbene sia alquanto noto che, per rigenerare i contesti ambientali alterati, i tempi possono difficilmente essere programmabili nel breve periodo; ed è altrettanto noto che, in taluni casi, le alterazioni sono irreversibili. Pur con tale consapevolezza, ciò nonostante i governi del territorio si sono esplicitati con dialettiche deregolative e logiche emergenziali, eludendo sia la difesa attiva e sia la difesa passiva del suolo. Ma in questi giorni (dicembre 2013) il Consiglio dei Ministri ha approvato il "Disegno di Legge Quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo", in cui sono dichiarate intenzionalità a lungo questionate dalla cultura urbanistica. L'Editoriale ripercorre i punti salienti di tale dibattito, e illustra le ragioni per le quali sembra doversi infine attestare la prossima affermazione del mutamento di un processo critico da tempo ritenuto incontrollabile.

 

RESTAURO DEL TERRITORIO

«Il "Percorso Adda": una riconversione dei tratti ferroviari dismessi in Lombardia».

L'ingegnere e geologo Fabio Valsecchi (Responsabile del Servizio Protezione civile, Trasporti e mobilità della Provincia di Lecco) illustra gli studi di pre-fattibilità, le diverse fasi di progetto, e le procedure di intervento attuate per la riconversione del ponte ferroviario sull'Adda, ponte che venne dismesso negli anni Novanta del secolo scorso a seguito del raddoppio della ferrovia Milano-Lecco, nella tratta Calolziocorte-Airuno. A partire da quell'epoca furono proposte diverse idee e progetti per il recupero del manufatto che collega le due sponde dell'Adda immediatamente a sud del lago di Olginate, sia per un ripristino di tipo veicolare e sia ciclopedonale. La collocazione del ponte e le sue caratteristiche ne hanno infine suggerito un recupero a soli fini ciclopedonali: il ponte ferroviario e il relativo sedime dismesso rappresentano infatti una opportunità strategica per la possibile circuitazione ciclopedonale del lago di Garlate e Olginate. Lo scopo del progetto di restauro del territorio è stato orientato a garantire la valorizzazione dei manufatti evitando il degrado statico, architettonico e ambientale del tratto di linea ferroviaria in disuso e degli ambiti interessati, nel contempo dichiarando l'attento rispetto per il valore testimoniale e l'importanza che il ponte riveste anche dal punto di vista paesaggistico. 

 

GESTIONE AMBIENTALE

«La tutela e la gestione della laguna di Venezia».

Nel corso dei secoli i processi di trasformazione hanno profondamente caratterizzato la laguna di Venezia, un ambiente di transizione particolare nelle sue caratteristiche idrodinamiche e morfologiche. Gli ingegneri Maurizio Ferla (già Responsabile del Servizio della laguna di Venezia APAT/ISPRA) e Antonio Rusconi (già Direttore del Servizio di piena presso il Magistrato alle acque di Venezia, e docente presso l'Università IUAV di Venezia) illustrano dettagliatamente i caratteri fisici e l'evoluzione storica dei più importanti problemi connessi con gli interventi per la salvaguardia della laguna, esponendo vicende che datano dalla caduta della Repubblica (1797) e sino ai giorni nostri, poi approfondendo le leggi specifiche e le direttive emanate dopo l'alluvione del 1966; inoltre verificano i modelli innovativi per la gestione delle acque; e, infine, esaminano l'efficacia degli interventi in corso per la pianificazione, la tutela e la gestione (anche del rischio) di una tale complessità territoriale, tra norme particolari, valutazione ambientale strategica, assetti idromorfologici lagunari ed emergenze ecologiche.

 

RETI INFRASTRUTTURALI – I

«A colloquio con Vincenzo Ceccarelli, Assessorato alle Infrastrutture, Mobilità, Urbanistica e Politiche abitative della Regione Toscana».

Nel luglio 2013 la Giunta regionale toscana ha approvato il Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (PRIIM) che disegna il futuro prossimo, dal 2014 al 2020, di settori importanti che incidono in maniera diretta sulla qualità della vita dei cittadini: ferrovie, autostrade, porti, aeroporti, interporti, trasporto pubblico locale, viabilità regionale e mobilità ciclabile. Il PRIIM è un atto di programmazione fondamentale per lo sviluppo della Toscana, e rappresenta una novità assoluta dato che la programmazione delle infrastrutture e quella della mobilità non erano mai state pensate e razionalizzate nell'ambito di uno stesso piano. Esistevano piani diversi e procedure diverse; e, quindi, la visione d'insieme non poteva essere che eterogenea. Il PRIIM ha superato questa prospettiva parziale, e documenta un quadro d'insieme del futuro della mobilità, della logistica, e della rete infrastrutturale in Toscana, con una programmazione che si inserisce con coerenza in quella nazionale ed europea.

 

RETI INFRASTRUTTURALI – II

«Approvato il PRIIM della Regione Toscana».

Dopo un lungo percorso di studio, definizione e concertazione, la Giunta regionale toscana ha approvato il PRIIM che persegue l'obiettivo strategico di realizzare le grandi opere per la mobilità di interesse nazionale e regionale, mediante: adeguamento dei collegamenti di lunga percorrenza, stradali e autostradali, anche verificando le possibilità di attivazione di investimenti privati; potenziamento dei collegamenti ferroviari attraverso la realizzazione di interventi di lunga percorrenza, per la competitività del servizio, e realizzazione di raccordi nei nodi intermodali; monitoraggio degli effetti conseguenti la realizzazione delle grandi opere per la mobilità. L'articolo illustra i contenuti, le strategie, le azioni di piano e gli elementi qualificativi del PRIIM che intende orientare la mobilità regionale in direzione di una sempre maggiore sostenibilità ambientale, favorendo il consolidamento dell'utilizzo del mezzo pubblico rispetto al mezzo privato, e prevedendo una serie di interventi volti a ridurre gli impatti ambientali derivanti dai trasporti e dalla mobilità.   

 

PIANIFICAZIONE INTEGRATA

«Presentato a Firenze il progetto HUSH: una pianificazione integrata dell'inquinamento acustico in ambito urbano».

Si è svolto a Firenze l'evento finale del progetto HUSH (Harmonization of Urban noise reduction Strategies for Homogeneous action plans) finanziato dall'Unione Europea e sviluppato dal Comune di Firenze, coordinatore del progetto in collaborazione con altri partner tra i quali: Università degli Studi di Firenze, ISPRA e ARPAT. Il progetto dichiara lo scopo di armonizzare i disposti dei decreti relativi al risanamento acustico attualmente presenti nel sistema legislativo italiano, a partire dalla realizzazione di studi e interventi nella città di Firenze che pertanto rappresenta il caso pilota. La strutturazione operativa del progetto si è articolata in tre macro-fasi: la prima, destinata al confronto e all'analisi della normativa regionale, nazionale ed europea, allo scopo di individuare e risolvere eventuali incongruenze normative; la seconda, orientata alla definizione di un apparato per la raccolta dei dati e l'elaborazione delle procedure per la realizzazione dei piani d'azione previsti dalla direttiva europea; la terza, destinata alla sperimentazione delle metodologie sviluppate, per giungere alla elaborazione di linee guida generali con elementi di prassi operative idonee per i differenti contesti urbani europei.

 

DIRITTO AMMINISTRATIVO / EDILIZIA E URBANISTICA

«Proprietà fondiaria: tramonto dello jus aedificandi e nascita dello jus restituendi? (inteso come diritto di recuperare, rigenerare e sostituire l'esistente)». 

L'avvocato Federico Gualandi in questo contributo sviluppa una serie di riflessioni concernenti la proprietà e l'urbanistica, ritenute due nozioni in forte evoluzione. Dopo aver affontato la questione dello jus aedificandi, l'Autore si addentra nelle problematiche tuttora in essere relativamente allo jus restituendi poi pervenendo alla considerazione della necessità di rendere molto meno cogente la disciplina delle destinazioni d'uso, e degli stessi frazionamenti, soprattutto nelle regioni in cui vi è una solida e diffusa cultura dell'edilizia e urbanistica, presidiate anche da apparati normativi e da piani ben costruiti e recenti. L'Autore, docente presso l'Università IUAV di Venezia, nel testo qui pubblicato sostiene che in tali realtà mature appare antistorico il rigido (e talvolta ridicolo) controllo delle singole destinazioni d'uso o la limitazione dei cosiddetti frazionamenti, secondo una concezione dirigistica dell'uso del territorio che ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue insufficienze. 

 

REPORT

«Il primo Rapporto Bes 2013: benessere equo e sostenibile».

La selezione degli indicatori statistici proposta in questa indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Statistica (unitamente al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) si prefigge l'obiettivo di delineare lo stato del patrimonio naturale e il contributo che questo può offrire alla qualità della vita e alla sostenibilità dello sviluppo. Anche per ciò che concerne la gestione del patrimonio paesaggistico e culturale in Italia si registrano importanti criticità: oltre a patire le contenute risorse economiche destinate al settore, infatti l'indagine pone in risalto un insufficiente rispetto delle norme (con oltre 15 abitazioni abusive ogni 100 costruite legalmente) e una inidonea azione di controllo da parte delle amministrazioni pubbliche. Viene evidenziato il dato di una continua e spesso incontrollata espansione edilizia, tanto che le regioni agrarie affette da dispersione urbana rappresentano, in superficie, il 20% del territorio nazionale. A questo dato si aggiungono le conseguenze negative determinate dalle radicali trasformazioni dell'agricoltura con l'erosione delle aree agricole a causa della dismissione delle colture e lo spopolamento, che incidono su quasi il 30% del territorio. Una grande ricchezza non sufficientemente tutelata, dunque, e il disagio che ne deriva è avvertito da una quota non marginale della popolazione italiana. 

 

 

LUGLIO 2013  AA1

 

In un momento storico, qual è questo attuale, in cui si impone una riflessione sul ruolo del progetto di rigenerazione urbana e sulle relative modalità di attuazione a valenza incrementale nel quadro degli strumenti e delle politiche di piano; in cui si reclama maggiore efficienza e competenza dalle politiche governative, per offrire positiva risposta alle molteplici istanze relative alle problematicità territoriali e ambientali; mentre dal rilevante potenziale dei settori tecnologici si pretende una attività progettuale autolimitante, intesa anche alla salvaguardia dell'habitat e delle risorse energetiche, alla riduzione dei consumi e degli illeciti ambientali finora perpetrati; dunque in un periodo storico denso di criticità tanto palesi, iniziano le pubblicazioni della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (ISSN 2282-832X).

 

Affermando la centralità della ricerca e dell'informazione scientifica per il progresso della società, e con l'obiettivo di contribuire a creare una cultura diffusa del sapere, la nuova rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture si pone al servizio sia di studiosi e istituzioni culturali, e sia di decisori e uffici tecnici. Qualificata per l'autorevolezza e per la cospicuità dei contributi ospitati, nonché dal rigore di metodo e per l'approccio scientifico, la rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture sostiene una concezione necessariamente multidisciplinare che integra i territori urbani con i naturali e i rurali, i locali con i globali e i glocali (ove sono declinate le attitudini locali di processi globali), ponendo in valore una convergenza di specialismi diversi ma omogenei nella ricerca di innovazione nelle modalità di analisi e divulgazione, secondo una rappresentazione complessa che, pertanto, potrà dirsi anche territoriale, urbanistica, politica, economica, tecnica, specialistica ecc.

 

Tra gli ambiti di interesse, alcuni importanti approfondimenti tematici intendono restituire il dibattito scientifico in atto e connesso all'etica del fare nel progetto architettonico, urbanistico, territoriale, ambientale; alla mobilità urbana sostenibile; all'efficienza energetica; alle bonifiche e al trattamento degli inquinanti; alla difesa attiva e passiva dal dissesto idrogeologico; alla mitigazione del rischio (vulcanico, sismico, idrogeologico) e alla relativa prevenzione; alla legislazione e alla giurisprudenza pertinente. In particolare, e con riferimento al primo numero della rivista L'Ambiente antropico: territori, città, architetture (trimestre luglio-agosto-settembre 2013), di seguito sono proposti – con sintesi estrema – stralci selettivi di alcuni contributi ospitati nella rivista.

 

RISCHIO SISMICO

«Terremoti e attività petrolifere: esiste una relazione tra le iniezioni di fluidi nel suolo e l'estrazione di idrocarburi con l'attività sismica di elevata magnitudo?».

Lo scritto restituisce gli esiti dello studio elaborato dal gruppo di lavoro coordinato dal geologo Franco Ortolani, già Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Partendo dalla disamina degli effetti provocati dal sisma che nel maggio 2012 ha colpito la pianura padana, sono illustrate le valutazioni scientifiche dell'evento in connessione con l'estrazione e la re-iniezione di fluidi in pressione in aree caratterizzate da faglie sismogenetiche, in grado di originare eventi di elevata magnitudo, e la relativa possibile interferenza con le tubazioni utilizzate per estrarre petrolio o immettere fluidi in profondità. Anche la rivista Geology (The Geological Society of America) ha pubblicato un articolo in cui viene affrontata una tematica riferita al terremoto registrato in Oklahoma, nel novembre 2011, che si ritiene possa essere stato provocato da iniezioni nel sottosuolo di liquidi di scarto dell'industria petrolifera. La tesi esposta dagli scienziati americani rileva che i terremoti indotti dall'uomo sono ancora infrequenti, ma pur tuttavia appare evidente come la loro progressione sia in aumento, ragione per la quale occorre raccogliere un maggior numero di dati sui pozzi di smaltimento allo scopo di tentare il ripristino degli equilibri territoriali compromessi. Questa è la medesima conclusione a cui sono pervenuti gli scienziati italiani coordinati dal prof. Ortolani, i quali hanno posto in analisi i dati della struttura profonda dell'intera area padana investita dal terremoto nel 2012; e infine hanno rimarcato come, nonostante emerga chiara tutta la problematicità della questione, essa non sia stata ancora affrontata dalle istituzioni italiane in maniera trasparente e credibile.

 

DISSESTO IDROGEOLOGICO

«Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in Lombardia: il progetto MIARIA».

È stato presentato l'Atlante delle frane, unitamente al Rapporto intermedio del progetto Interreg Monitoraggio Idrogeologico Adattativo a supporto del Rischio Integrato Alpino MIARIA (programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013), e alcuni mesi più tardi è stato approvato dalla Giunta regionale della Lombardia un documento nel quale si rimarca l'impegno assunto per porre in essere azioni mirate a salvaguardare la sicurezza delle persone in un territorio attraversato da grandi fiumi e, inoltre, caratterizzato da una importante porzione montana; elementi, questi, che si sommano alla maggiore concentrazione di abitanti e di imprese produttive di tutto il Paese. L'idea del progetto Interreg MIARIA trae la sua principale ispirazione dalla somiglianza e continuità delle problematiche di protezione civile e difesa del suolo che accomunano la Lombardia e il Canton Ticino. Sebbene il manifestarsi dei fenomeni franosi debba essere attribuito, per la maggior parte dei casi, alla natura geologica e morfologica delle due regioni, tuttavia deve essere considerata come concausa scatenante anche l'uso non pertinente del suolo da parte della popolazione residente. Il progetto MIARIA affronta tali problematiche realizzando scenari dinamici di rischio integrato in ambiente alpino, utilizzando tra l'altro informazioni acquisite con sistemi innovativi basati su tecnologie cablate wireless e con reti di sensori wireless già sperimentate in aree opportunamente prescelte. 

 

MOBILITÀ URBANA 

«Dalle città a misura di bambino al progetto Pedibus».

A partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, e con una intensità crescente nel corso del decennio successivo, la relazione tra infanzia e spazio urbano è divenuta, per la prima volta nella storia del nostro Paese, oggetto di una riflessione multidisciplinare che abbraccia dall'urbanistica all'educazione ambientale, dalla psicologia alla pedagogia, fino alla sociologia. La vivacità del dibattito di quegli anni deriva anche dall'affermarsi a livello internazionale di una "nuova cultura dell'infanzia" che trova la sua espressione più alta e compiuta nell'approvazione da parte dell'ONU della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (1989). Ma anche osservando i contesti tradizionalmente più sensibili su questo tema, come ad esempio quello inglese, emerge la necessità di una ulteriore presa di coscienza a livello politico e sociale, poiché il benessere presente e futuro dei bambini dipende anche dalla possibilità di ampliare gradualmente e in autonomia il proprio spazio di vita quotidiano. Monica Vercesi (consulente in materia di mobilità sostenibile dei bambini) illustra i punti qualificanti del progetto Pedibus, vale a dire un collegamento lineare costituito da bambini in età scolare e adulti che si muovono lungo un percorso prestabilito per la connessione controllata delle aree di maggiore concentrazione residenziale con gli edifici scolastici. Tuttavia il problema della mobilità deve essere affrontato in maniera diversa e strutturale: non possono essere sufficienti i Pedibus, ma devono essere predisposti specifici interventi urbanistico-viabilistici dedicati, mediante i quali sia consentito un uso adeguato anche dello spazio pubblico da parte dei diversi utenti e, in particolare, delle categorie più deboli.

 

URBANISTICA 

«Pianificazione urbana e Social Housing a Vienna: The Vienna Model».

Recentemente è stata inaugurata negli USA una esposizione itinerante sulle politiche abitative viennesi. L'esposizione, curata da Wolfgang Förster e da William Menking, si tratterrà a New York fino al mese di settembre 2013, per poi essere presentata a Los Angeles, San Francisco e Washington D.C., prima di fare ritorno a Vienna dove si potrà visitare nel 2014. In tale allestimento viene testimoniato quanto è stato prodotto da venti anni di politica abitativa a Vienna: "The Vienna Model: Housing for the XXI Century City" presenta infatti una rassegna di edilizia residenziale pubblica realizzata nella capitale austriaca, con trentasei esempi di progetti architettonici e urbanistici che sono peculiari per le tendenze abitative viennesi della contemporaneità. Al fine di comprendere la dimensione culturale e la concezione sottesa al "modello viennese", e per seguire le trame evolutive che hanno caratterizzato il paesaggio metropolitano della capitale, è essenziale il resoconto di questa importante esperienza di Housing sociale narrata dallo stesso architetto Wolfgang Förster (Direttore di Vienna Housing Research and International Relations of the City of Vienna) il quale, nella sua cronistoria, qui pone in luce le ragioni sociali e storico-culturali, le fasi susseguenti, gli elementi qualificanti e innovativi della sperimentazione attuata. 

 

ARCHITETTURA

«L'Associazione PLN Project: una istituzione dedicata alla divulgazione dell'opera di Pier Luigi Nervi, per mantenere viva la sua eredità culturale».

Nel 2008 a Bruxelles è stata fondata la PLN Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Project Management Association, presieduta dall'ingegnere Marco Nervi (nipote di Pier Luigi Nervi). Impegnata nell'organizzazione di esposizioni internazionali, l'Associazione PLN Project è inoltre attiva in programmi educativi promossi dal Ministero della Pubblica Istruzione allo scopo di trasmettere, agli studenti delle scuole secondarie, i concetti concernenti la relazione tra forma e struttura in architettura. Un ulteriore onere è incentrato sulla conservazione del patrimonio architettonico prodotto da Nervi in Italia e nel mondo, in considerazione del fatto che, purtroppo, una parte di questo patrimonio è attualmente in pericolo a causa del numero significativo di edifici che: o sono in procinto di subire pesanti interventi di trasformazione, oppure sono in una fase avanzata di declino (se non addirittura di abbandono e degrado). Le diverse attività dell'Associazione sono qui illustrate dallo stesso Marco Nervi che, nel suo articolo, presenta inoltre i contenuti della mostra internazionale itinerante "Pier Luigi Nervi: architettura come sfida" e ne descrive i dodici progetti iconici. Nel settembre 2013 tale esposizione sarà presentata a Zurigo e a Breslavia, mentre l'Instituto Nacional de Bellas Artes INBA México, Museo Nacional de Arquitectura di Città del Messico, sarà una delle tappe previste per il 2014. 

 

STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL TERRITORIO 

«La misura dell'Eldorado: le mappe del sud America disegnate da Agostino Codazzi (1793-1859)».

Alla presenza del Console della Colombia e del Ministro Consigliere e Addetto Culturale dell'Ambasciata di Colombia si sono svolte le celebrazioni di Agostino Codazzi a Lugo di Romagna, città che gli diede i natali nel 1793. Ingegnere, topografo, geografo, botanico, zoologo ed etnografo, Codazzi viene considerato un moderno militare tecnocrate e, soprattutto, un vero e proprio portatore di progresso e di civiltà. Nominato cartografo ufficiale della Colombia e del Venezuela, nella prima metà dell'Ottocento il suo lavoro pionieristico fu di importanza fondamentale non soltanto per i Paesi in cui operò ma anche per la cultura geografica internazionale, a tal punto che le sue mappe, precise e particolareggiate (alcune delle quali sono pubblicate a corredo iconografico dell'articolo), furono a lungo studiate principalmente in Francia dove era stato ammesso come Socio onorario dell'Istituto Scientifico di Parigi. Sconcerta il fatto che, a tutt'oggi, finanche nelle aule universitarie Codazzi sia ancora misconosciuto in Italia, mentre in America Latina egli è considerato alla stregua di un eroe nazionale: infatti nel nome di Codazzi, i cui resti riposano nel Pantheon nazionale di Caracas, sono stati intitolati i rispettivi istituti geografici nazionali di Venezuela e Colombia; e addirittura la città di Espíritu Santo (Colombia) ha modificato la propria denominazione e, in suo onore, è stata ribattezzata Ciudad Codazzi.

 

COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE AMBIENTALE

«Le nuove prestazioni della comunicazione e dell'informazione: il green marketing e il pericolo del green washing».

Appare evidente che, nella competizione tra i territori, l'ambiente è valutato quale fondamentale elemento di valore: la variabile ambientale è un value element sempre più rilevante nella dinamica per il rafforzamento della competitività delle imprese locali, per l'attrazione di risorse e investimenti dall'esterno, per l'attrazione di residenti, di turisti ecc. Il tema della sostenibilità ha acquisito grande importanza per il sistema economico, dove si mettono a punto le strategie virtuose di green marketing. Ma, a latere, si registra un atteggiamento dissimulatore: si tratta del green washing, ossia una strategia di vendita che intende colorare di "verde" la propria comunicazione; in particolare di quelle attività e merci che sono sostenibili soltanto a parole, per tentarne la collocazione sul mercato. Questo è un fenomeno nuovo e pericoloso, che danneggia consumatori, aziende e ambiente, ed è in crescita nella pubblicità e nel marketing. Infatti nella pubblicità la diffusione di riferimenti all'ambiente è divenuta un fenomeno evidente anche in Italia, e pertanto in quanto tale è stato recentemente indagato sia in termini di estensione (settori interessati e investimenti associati) e sia in termini di contenuti e caratteristiche del messaggio. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati nel Primo Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia, Centro di Ricerca IEFE, Università Commerciale "Luigi Bocconi" di Milano, 2012. L'articolo ripercorre i nodi critici del dibattito culturale, e compendia le diverse fasi dell'analisi, degli indicatori e degli esiti di tale indagine. 

 

STORIA DELLA VULCANOLOGIA 

«Casamicciola 1883».

In questa recensione, stilata in versione particolarmente estesa, sono presentati gli esiti di una ricerca storico-scientifica essenziale per comprendere le vicende relative al terremoto che, nel luglio 1883, colpì il territorio campano provocando migliaia di vittime. A poco più di un decennio dall'Unità d'Italia, il sisma venne registrato in un periodo di fervore scientifico per lo studio dei terremoti, e la risonanza dell'evento a livello europeo impegnò il governo in un intervento massiccio per organizzare i soccorsi. Quell'evento calamitoso avrebbe segnato la storia nel dibattito culturale per quanto concerne le modalità di soccorso e di gestione dell'emergenza. Tuttavia, tra le numerose personalità che intervennero sulla scena del disastro con competenza, in quella temperie drammatica gli scienziati dovettero misurarsi, in molti casi, con "l'insensibilità e la mancanza di cultura della classe dirigente". Quella triste e ben nota "mancanza di cultura" degli uomini della "classe dirigente" che, in breve, condanneranno la nostra nazione "al declino, in un settore strategico nel quale si è stati pionieri e protagonisti indiscussi". Gli Autori (scienziati afferenti l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Napoli – Osservatorio Vesuviano), illustrando le diverse fasi del sisma, che fu comunque movente per l'elaborazione corretta di buone norme, tra l'altro pongono anche in evidenza come poi tali norme siano state "poco o per nulla rispettate per mancanza o inadeguatezza di risorse, competenze diffuse, servizi tecnici territoriali, controlli adeguati". E inoltre rimarcano che tale modus operandi purtroppo ha caratterizzato "sempre la classe politica del nostro Paese in tema di difesa dalle catastrofi naturali, come dimostra la storia degli atti parlamentari del Regno d'Italia, prima, e della Repubblica, dopo, sulla difesa del suolo e sullo stato dell'ambiente".

G. Luongo et alii, Casamicciola Milleottocentottantatre. Il sisma tra interpretazione scientifica e scelte politiche, Napoli, 2012. 

 

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